Prezzo fisso o variabile: quale conviene
Cosa stai comprando davvero quando scegli l’uno o l’altro
Aggiornata il 26 luglio 2026 · a cura della redazione Watto
È la prima scelta che devi fare, e determina tutto il resto. Vale la pena capirla bene, perché le due formule non sono una migliore dell’altra: sono adatte a situazioni diverse.
Come funziona il prezzo variabile
Il costo della materia prima segue un indice pubblico. Per l’energia elettrica è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale, che si forma ogni giorno nella borsa elettrica gestita dal GME. Per il gas è il PSV, che riflette gli scambi al punto di scambio virtuale italiano.
Il fornitore ci aggiunge un margine fisso, chiamato spread, che di solito è espresso in euro per megawattora. Quel margine è l’unica parte che dipende da lui, ed è quindi l’unica su cui ha senso confrontare due offerte indicizzate: l’indice è identico per tutti.
Quando confronti due offerte a prezzo variabile, guarda lo spread, non il prezzo finale del mese: quello cambia per tutti allo stesso modo il mese dopo.
Come funziona il prezzo fisso
Il fornitore ti garantisce un valore in euro per kilowattora che non cambia per la durata concordata, di solito dodici o ventiquattro mesi. Per poterlo fare compra in anticipo l’energia sul mercato a termine, e in quel prezzo include un margine di sicurezza che copre il rischio di sbagliare la previsione.
Questo significa che, statisticamente, un prezzo fisso costa un po’ più della media del variabile nello stesso periodo. Quello che compri non è il risparmio: è la certezza.
Quando conviene l’uno, quando l’altro
| Situazione | Scelta più sensata |
|---|---|
| Budget familiare rigido, bollette da pianificare | Fisso |
| Tolleri oscillazioni e vuoi pagare la media di mercato | Variabile |
| Prezzi di mercato molto bassi rispetto alla media storica | Fisso, per bloccarli |
| Prezzi di mercato molto alti dopo una crisi | Variabile, in attesa che rientrino |
| Seconda casa con consumi bassi e saltuari | Poco rilevante: pesa di più la quota fissa |
La trappola della scadenza
Un prezzo fisso dura quanto dice il contratto. Alla scadenza il fornitore può cambiarlo, e deve comunicartelo con almeno tre mesi di preavviso. Se non fai nulla, il nuovo prezzo si applica automaticamente — ed è spesso più alto di quello che troveresti cambiando.
La data di scadenza è quindi un appuntamento da segnare. Non è raro che un’ottima offerta a dodici mesi diventi, al tredicesimo, una delle più care sul mercato.
Domande frequenti
Il prezzo fisso blocca tutta la bolletta?
No. Blocca solo la componente energia. Trasporto, oneri di sistema e imposte sono stabiliti da ARERA e cambiano per tutti, qualunque contratto tu abbia.
Che cos’è esattamente il PUN?
È il prezzo medio nazionale di acquisto dell’energia elettrica all’ingrosso, calcolato ogni ora dal Gestore dei Mercati Energetici e pubblicato quotidianamente.
Posso passare da variabile a fisso durante il contratto?
Non all’interno dello stesso contratto, ma puoi sempre firmarne uno nuovo, anche con lo stesso fornitore. Il cambio resta gratuito.
Vuoi una mano su questo?
Puoi chiamarci e parlarne con una persona, oppure lasciarci un recapito e ti richiamiamo noi. Come preferisci: il confronto delle offerte resta gratuito in entrambi i casi.
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Da dove vengono i nostri dati
Prezzi e condizioni delle offerte arrivano dal Portale Offerte di ARERA, gestito da Acquirente Unico, e li aggiorniamo ogni giorno. Le informazioni normative citate in questa guida si basano sulle delibere dell'Autorità. Nessun fornitore paga per comparire nelle nostre classifiche.