Andamento degli ultimi 30 giorni
Ogni punto è la media di una giornata di contrattazioni. Le oscillazioni da un giorno all'altro sono normali: dipendono da quanta energia serve e da quanta ne producono, in quelle ore, gli impianti che costano meno.
| Giorno | €/kWh | €/MWh | Variazione |
|---|---|---|---|
| mer 29 lug | 0,1771 | 177,13 | +0,60% |
| mar 28 lug | 0,1761 | 176,07 | −4,86% |
| lun 27 lug | 0,1851 | 185,06 | +14,68% |
| dom 26 lug | 0,1614 | 161,36 | +2,73% |
| sab 25 lug | 0,1571 | 157,08 | −7,73% |
| ven 24 lug | 0,1702 | 170,23 | −5,99% |
| gio 23 lug | 0,1811 | 181,08 | +6,39% |
| mer 22 lug | 0,1702 | 170,21 | −4,00% |
| mar 21 lug | 0,1773 | 177,30 | +2,74% |
| lun 20 lug | 0,1726 | 172,56 | +13,01% |
| dom 19 lug | 0,1527 | 152,69 | −8,48% |
| sab 18 lug | 0,1668 | 166,84 | −1,12% |
| ven 17 lug | 0,1687 | 168,73 | −1,02% |
| gio 16 lug | 0,1705 | 170,47 | +2,75% |
| mer 15 lug | 0,1659 | 165,91 | +9,23% |
| mar 14 lug | 0,1519 | 151,89 | −0,15% |
| lun 13 lug | 0,1521 | 152,11 | +17,42% |
| dom 12 lug | 0,1295 | 129,54 | −10,11% |
| sab 11 lug | 0,1441 | 144,11 | −2,91% |
| ven 10 lug | 0,1484 | 148,43 | −3,45% |
| gio 9 lug | 0,1537 | 153,73 | +4,99% |
| mer 8 lug | 0,1464 | 146,43 | +2,85% |
| mar 7 lug | 0,1424 | 142,36 | −1,16% |
| lun 6 lug | 0,1440 | 144,03 | +45,90% |
| dom 5 lug | 0,0987 | 98,71 | −6,25% |
| sab 4 lug | 0,1053 | 105,30 | −24,45% |
| ven 3 lug | 0,1394 | 139,37 | −1,92% |
| gio 2 lug | 0,1421 | 142,10 | −4,44% |
| mer 1 lug | 0,1487 | 148,70 | −2,90% |
| mar 30 giu | 0,1531 | 153,14 | — |
Le medie mensili
È la riga che conta se hai un contratto indicizzato: la bolletta applica quasi sempre la media del mese di consumo, non il prezzo del singolo giorno. Un giorno caro non si sente; un mese caro sì.
| Mese | €/kWh | €/MWh | Sul mese prima |
|---|---|---|---|
| Luglio 2026in corso, media parziale | 0,1552 | 155,16 | +17,09% |
| Giugno 2026 | 0,1325 | 132,50 | +11,02% |
| Maggio 2026 | 0,1194 | 119,35 | −0,10% |
| Aprile 2026 | 0,1195 | 119,47 | −16,69% |
| Marzo 2026 | 0,1434 | 143,40 | +25,34% |
| Febbraio 2026 | 0,1144 | 114,41 | −13,76% |
| Gennaio 2026 | 0,1327 | 132,66 | +14,87% |
| Dicembre 2025 | 0,1155 | 115,49 | −1,36% |
| Novembre 2025 | 0,1171 | 117,09 | +5,44% |
| Ottobre 2025 | 0,1110 | 111,04 | +1,80% |
| Settembre 2025 | 0,1091 | 109,08 | +0,26% |
| Agosto 2025 | 0,1088 | 108,79 | −3,84% |
| Luglio 2025 | 0,1131 | 113,13 | — |
La media del mese in corso si costruisce giorno per giorno e cambia fino all'ultimo: finché il mese non è chiuso non è il numero che finirà in bolletta. Nel confronto delle offerte usiamo perciò l'ultima media mensile completa.
Che cos'è il PUN
PUN sta per Prezzo Unico Nazionale. È il prezzo a cui l'energia elettrica viene comprata e venduta all'ingrosso in Italia: lo pagano i venditori per procurarsi l'energia che poi rivendono a case e imprese. Non è quindi il prezzo della tua bolletta, ma è la materia prima da cui quel prezzo parte.
Si forma sul Mercato del Giorno Prima, la sessione della borsa elettrica in cui, ogni giorno, si contratta l'energia che verrà consegnata il giorno successivo. Il mercato è organizzato dal Gestore dei Mercati Energetici, una società pubblica interamente controllata dal Gestore dei Servizi Energetici, ed è la stessa fonte che pubblica il valore che leggi qui sopra.
Il PUN è espresso in euro per megawattora. Noi lo riportiamo anche in euro per chilowattora, dividendo per mille, perché è l'unità che trovi in bolletta e l'unica che permette un confronto immediato con il prezzo che ti propone un venditore.
Come si calcola
La rete elettrica italiana è divisa in zone geografiche — Nord, Centro Nord, Centro Sud, Sud, Calabria, Sicilia e Sardegna — collegate fra loro da linee che hanno una capacità limitata. In ciascuna zona domanda e offerta si incontrano e determinano un prezzo zonale, che può essere diverso da quello delle altre: quando le linee di collegamento sono sature, l'energia a buon mercato del Nord non riesce ad arrivare al Sud, e i due prezzi divergono.
Il PUN nasce da lì: è la media dei prezzi zonali, pesata sui consumi di ciascuna zona. Pesata, non semplice — una zona che consuma il doppio pesa il doppio. Il risultato è il prezzo unico che vale per tutti gli acquirenti, ovunque si trovino: chi compra paga lo stesso prezzo a Bolzano e a Ragusa, ed è questa la ragione della parola «unico».
La contrattazione avviene per periodi brevi dentro la giornata, e il valore che vedi in tabella è la media di quei periodi lungo le ventiquattro ore. Il prezzo di una singola ora può essere molto più alto o molto più basso: nel mezzo di un pomeriggio ventoso e soleggiato capita che scenda quasi a zero, mentre nelle sere d'inverno può moltiplicarsi.
Perché cambia ogni giorno
Il prezzo di equilibrio lo fissa l'ultimo impianto che serve a coprire la domanda: se bastano le rinnovabili e l'idroelettrico, il prezzo resta basso; se per arrivare a fine giornata bisogna accendere una centrale a gas, il prezzo lo detta quella. Da qui i movimenti quotidiani.
- Il costo del gas. Una quota importante dell'elettricità italiana si produce bruciando gas naturale. Quando il gas rincara, il prezzo dell'energia elettrica lo segue quasi subito.
- Sole e vento. Un impianto rinnovabile che sta già producendo non ha costo del combustibile: più ne entra in rete, più impianti costosi restano spenti e più il prezzo scende. È il motivo per cui le giornate ventose costano meno di quelle ferme.
- Quanta energia serve. Le ondate di caldo e i giorni molto freddi alzano i consumi, e con essi il prezzo. Nei fine settimana e nelle settimane di ferie, con le fabbriche chiuse, succede il contrario.
- Le importazioni. L'Italia compra elettricità dai paesi confinanti quando costa meno produrla lì. Se quei mercati rincarano, o se le linee di interconnessione sono occupate, il prezzo interno sale.
- La disponibilità degli impianti. Manutenzioni, siccità che riduce l'idroelettrico, guasti: tolgono capacità e lasciano il posto a impianti più cari.
Se hai un'offerta indicizzata
Nei contratti a prezzo variabile il costo dell'energia è scritto come una formula: PUN più uno spread. Lo spread è il ricarico del venditore, è fisso e sta nel contratto; il PUN è la parte che si muove. Quando leggi «PUN + 0,015 €/kWh», stai leggendo che pagherai il prezzo di mercato del mese più un centesimo e mezzo al chilowattora.
Con la media di luglio 2026 — 0,1552 €/kWh, ancora parziale — quella formula vale 0,1702 €/kWh per la sola energia. Su una famiglia che consuma 2.700 kWh l'anno sono circa 459 euro di materia prima in dodici mesi, prima di quota fissa, trasporto, oneri e imposte.
Due avvertenze che fanno la differenza fra capire e fraintendere. La prima: quasi tutti i contratti applicano la media del mese, non il valore del giorno — la quotazione di oggi ti riguarda solo per un trentesimo. La seconda: molti venditori indicizzano su una media leggermente diversa, calcolata sulle fasce orarie in cui consumi davvero, e in bolletta può quindi comparire un numero un po' diverso da quello di questa pagina. Il contratto dice quale media si applica: è la riga da cercare.
Un'offerta indicizzata conviene quando il mercato scende e costa quando sale. Un'offerta a prezzo bloccato fa l'opposto: è un'assicurazione, e come tutte le assicurazioni si paga. Ne parliamo per esteso nella guida su prezzo fisso o variabile, e nella guida su come funzionano PUN e PSV.
PUN e bolletta non sono lo stesso numero
È l'equivoco più comune. Il PUN riguarda solo la materia prima energia, che in una bolletta domestica pesa all'incirca un terzo del totale. Il resto sono voci che non dipendono dal venditore e sono identiche per tutti a parità di consumo: il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema, le imposte e l'IVA.
Questo ha una conseguenza pratica: se il PUN raddoppia, la bolletta non raddoppia. E, all'opposto, un ribasso del mercato all'ingrosso si vede in bolletta più attenuato di quanto i titoli dei giornali lascino pensare.
Per lo stesso motivo, nel nostro comparatore le offerte sono messe in fila sulla spesa per la materia prima: è l'unica parte su cui i venditori competono davvero, ed è quindi l'unica su cui abbia senso confrontarli.
Come raccogliamo questo dato
Il valore arriva ogni giorno, in automatico, dagli esiti pubblicati dal Gestore dei Mercati Energetici, ed è lo stesso che si legge sul suo sito. Non lo rielaboriamo: convertiamo soltanto da euro per megawattora a euro per chilowattora, dividendo per mille.
Se la fonte non risponde non scriviamo nulla al posto del dato mancante: teniamo l'ultimo valore buono e riproviamo. Un indice sbagliato non fa sbagliare solo questa pagina — falserebbe il prezzo stimato di tutte le offerte indicizzate del comparatore.
Puoi verificare quanto leggi qui direttamente alla fonte, sulla pagina degli esiti PUN del GME.
Domande frequenti
Quanto vale il PUN oggi?
Il PUN di 29 luglio 2026 è 0,1771 euro per chilowattora, pari a 177,13 euro per megawattora. Il valore è quello pubblicato dal Gestore dei Mercati Energetici per il Mercato del Giorno Prima e viene aggiornato ogni giorno.
Il PUN è il prezzo che pago in bolletta?
No. Il PUN è il prezzo all’ingrosso dell’energia: è quello che il venditore paga per procurarsela. In bolletta la materia prima pesa all’incirca un terzo del totale; il resto sono trasporto e gestione del contatore, oneri di sistema, imposte e IVA, uguali per tutti a parità di consumo.
Ogni quanto cambia il PUN?
Ogni giorno. Il prezzo si forma nella sessione del Mercato del Giorno Prima che si chiude il giorno precedente alla consegna, e all’interno della giornata varia anche di ora in ora. Il valore che pubblichiamo è la media della giornata.
Perché il PUN di domani si conosce già?
Perché non è una previsione. L’energia si contratta in anticipo: la sessione di mercato per il giorno successivo si chiude a mezzogiorno, e da quel momento il prezzo di domani è un dato definitivo.
Il mio contratto usa il PUN del giorno o quello del mese?
Quasi sempre la media mensile del mese di consumo. Alcuni venditori applicano una media calcolata sulle fasce orarie in cui hai effettivamente consumato, che può discostarsi di poco dalla media semplice. La formula esatta è scritta nelle condizioni economiche del contratto.
Conviene di più un’offerta indicizzata o a prezzo fisso?
Dipende da cosa si vuole. L’indicizzata segue il mercato: costa meno quando i prezzi scendono e di più quando salgono. Il prezzo fisso blocca il costo dell’energia per tutta la durata del contratto: è un’assicurazione contro i rialzi, e come ogni assicurazione ha un costo, perché il venditore quel rischio se lo fa pagare.
Dove posso verificare il valore ufficiale?
Sulla pagina degli esiti del Mercato del Giorno Prima del sito del Gestore dei Mercati Energetici, che è la fonte da cui prendiamo il dato. Noi ci limitiamo a convertirlo da euro per megawattora a euro per chilowattora, dividendo per mille.
Vuoi sapere se stai pagando troppo?
Il PUN ti dice quanto costa l'energia sul mercato. Quanto costa a te dipende dal contratto che hai firmato. Confrontiamolo con le offerte di oggi: ci vogliono pochi minuti e non cambia nulla se poi decidi di restare dove sei.