È il caso della casa rimasta sfitta, di quella appena comprata da chi se n’era andato chiudendo tutto, della seconda casa lasciata senza contratto per non pagare le quote fisse. Il contatore c’è, ma non eroga: qualcuno lo deve riaprire, e quel qualcuno è il distributore.
Tempi e costi di queste pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere. Sotto ogni cifra trovi il documento da cui viene: se stai per firmare, aprilo e controlla che sia ancora quello. Le cifre indicate sono al netto delle imposte, salvo dove è scritto diversamente.
Quanto costa un subentro?
Sulla luce il contributo regolato è di 23 euro di oneri amministrativi al venditore per i clienti in tutela, e ai distributori non è dovuto nulla. Sul gas il distributore addebita un contributo fisso di 30 euro per i contatori fino alla classe G6, che sono quelli domestici, più 47 euro al netto delle imposte se l’impianto è nuovo o è stato modificato.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa una voltura o un subentro (elettricità)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’attivazione (gas)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’accertamento della sicurezza
Ai contributi si aggiungono l’imposta di bollo se dovuta e il deposito cauzionale, che sulla luce arriva a 11,5 euro per kW impegnato e sul gas va da 25 a 77 euro secondo il consumo annuo. La domiciliazione bancaria lo azzera in entrambi i casi.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — valore massimo del deposito cauzionale (elettricità)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — valore massimo del deposito cauzionale (gas)
Quanto tempo ci vuole per un subentro?
Sulla luce il distributore ha 5 giorni lavorativi per attivare la fornitura dal momento in cui riceve la richiesta; sul gas ne ha 10 dalla richiesta completa della documentazione. Prima di quei termini c’è il venditore, che ha 2 giorni lavorativi per trasmettere la richiesta al distributore.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (elettricità)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (gas)
Sul gas il conto dei giorni parte dalla documentazione completa, non dalla firma. Se manca la dichiarazione di conformità dell’impianto, i dieci giorni non sono ancora cominciati — ed è la ragione più comune per cui un subentro gas «sfora» senza che nessuno abbia sforato niente.
Serve un tecnico in casa?
Sulla luce quasi mai: i contatori elettronici si riaprono da remoto, e la fornitura torna disponibile senza che nessuno suoni al campanello. Sul gas di norma sì, perché il contatore va aperto fisicamente e la fornitura non riparte finché non è stata accertata la sicurezza dell’impianto.
Sul gas l’accertamento è documentale: il cliente consegna la documentazione, l’installatore qualificato esegue le prove di sicurezza e funzionalità e ne certifica l’esito, e il distributore valuta i documenti prima di attivare.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — come viene accertata la sicurezza dell’impianto
Quando serve la dichiarazione di conformità
Serve quando l’impianto è nuovo, è stato modificato o trasformato: è il documento che l’installatore rilascia ai sensi del decreto ministeriale 37/2008 per attestare che l’impianto è a regola d’arte. Sul gas è la condizione senza la quale il distributore non attiva.
Se l’impianto non è stato toccato e la casa è rimasta ferma solo qualche mese, in genere non serve. Il punto è che a deciderlo non sei tu: chiedi al venditore, prima di firmare, quali documenti gli servono per chiudere la pratica.
Cosa mi spetta se il distributore fa tardi?
Un indennizzo automatico, che non devi chiedere: te lo accredita il venditore in bolletta. Sulla luce l’importo base per i clienti domestici in bassa tensione è di 40,25 euro, che diventano 80,50 se il ritardo supera il doppio del tempo massimo e 120,75 oltre il triplo. Sul gas la base è di 35 euro per i contatori fino a G6.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’attivazione (elettricità)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’attivazione (gas)
Automatico non vuol dire infallibile: se il termine è saltato e in bolletta non compare nulla, il reclamo scritto al venditore è lo strumento giusto, e ha 30 giorni per risponderti.
Cosa può andare storto
Manca la dichiarazione di conformità
È il ritardo numero uno sul gas. Cercarla fra le carte della casa prima di avviare la pratica, o farla rifare da un installatore, sposta l’attesa da settimane a giorni.
La casa è ferma da tanti anni e il contatore non c’è più
Se il distributore ha rimosso il misuratore non è più un subentro ma un allaccio, con preventivo e lavori. Cambia l’ordine di grandezza sia dei costi sia dei tempi.
Chiedi la potenza sbagliata
Sul subentro elettrico la potenza si sceglie: 3 kW è lo standard domestico, ma con piano a induzione o pompa di calore diventa stretta. Sceglierla giusta adesso evita una seconda pratica fra due mesi.
Ti chiedono di pagare debiti che non sono tuoi
La morosità del precedente intestatario non può essere addebitata a chi subentra, a meno che tu non ne sia erede o convivente. Vale per il subentro come per la voltura.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — la morosità del precedente intestatario
Domande frequenti
Il subentro si può fare con qualsiasi fornitore?
Sì. Non sei legato al venditore che serviva la casa prima: scegli tu, e la richiesta la inoltra il venditore che hai scelto al distributore della tua zona.
Quanto tempo prima devo chiederlo?
Per la luce due settimane sono comode. Per il gas conviene un mese: ai 10 giorni lavorativi del distributore va aggiunto il tempo per procurarsi la documentazione dell’impianto.
Devo esserci io il giorno dell’intervento?
Sulla luce quasi mai, perché la riattivazione è da remoto. Sul gas sì, perché il contatore va aperto e va richiuso l’impianto in sicurezza: concorda la fascia oraria con il venditore.
Il subentro cancella i consumi di prima?
Sì: la fornitura riparte dalla lettura rilevata alla riattivazione. Fotografala comunque il giorno stesso, è la prova più semplice se il primo conguaglio non torna.
Apri la pratica con il fornitore giusto
Voltura, subentro e prima attivazione si chiedono al venditore con cui firmi: è lo stesso momento in cui scegli quanto pagherai l’energia per i prossimi mesi. Confrontiamo le offerte sui tuoi consumi reali, con i prezzi ufficiali depositati presso ARERA.
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ApriConfronta le offerte gas
Le offerte di gas naturale a confronto, con la spesa annua stimata sul consumo che scegli tu.
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ApriCome sono scritte queste pagine
Costi e tempi delle pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere: accanto a ogni dato trovi il documento ufficiale da cui viene, così puoi controllare che sia ancora quello. Dove un importo non ha un valore nazionale — è il caso dei contributi del distributore sul gas — non ne inventiamo uno: scriviamo da cosa dipende e dove si verifica. Watto è un comparatore indipendente: non siamo un fornitore, non siamo collegati a nessun fornitore e non gestiamo pratiche per conto loro.