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Subentro luce: costi, tempi e indennizzi

Cinque giorni lavorativi, riattivazione da remoto e 40,25 euro se sforano

In breve. Il subentro sulla luce costa 23 euro di oneri al venditore per i clienti in tutela — nel mercato libero lo scrive il contratto — e non prevede contributi al distributore. Il distributore ha 5 giorni lavorativi per attivare dalla richiesta; se sfora, l’indennizzo automatico è di 40,25 euro.

Aggiornata il 2 agosto 2026 · Costi e tempi dalle fonti ufficiali ARERA, citate accanto a ogni dato · come lavoriamo

Sulla luce il subentro è l’operazione in cui i contatori elettronici hanno cambiato davvero le cose: la riattivazione avviene per lo più da remoto, senza appuntamenti e senza qualcuno che debba entrare in casa. Restano da capire i costi e cosa succede se il termine salta.

Tempi e costi di queste pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere. Sotto ogni cifra trovi il documento da cui viene: se stai per firmare, aprilo e controlla che sia ancora quello. Le cifre indicate sono al netto delle imposte, salvo dove è scritto diversamente.

Quanto costa il subentro della luce?

Il contributo regolato è di 23 euro per oneri amministrativi del venditore, dovuto dai clienti serviti in maggior tutela o in tutele graduali per l’attivazione di un punto precedentemente disattivato. Ai distributori non è dovuto alcun contributo. Nel mercato libero il costo della pratica è quello previsto dal contratto.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa una voltura o un subentro (elettricità)

Si aggiungono l’imposta di bollo, se dovuta in base alla normativa fiscale, e il deposito cauzionale, che ha un massimo di 11,5 euro per ogni kW di potenza impegnata — 5,2 euro per kW per chi ha il bonus sociale — e non è dovuto con la domiciliazione bancaria, postale o su carta.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — valore massimo del deposito cauzionale (elettricità)

Quanto tempo ci vuole?

Il distributore deve attivare la fornitura entro 5 giorni lavorativi dal momento in cui riceve la richiesta. Prima di lui il venditore ha 2 giorni lavorativi per trasmettergliela. In pratica, con i documenti a posto, una settimana lavorativa è il metro giusto per organizzare il trasloco.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (elettricità)

Il contatore si riapre da remoto?

Nella maggior parte dei casi sì. I contatori elettronici sono telegestiti: il distributore invia il comando e la fornitura torna disponibile senza appuntamento. Sui misuratori più vecchi, o quando il contatore è stato sigillato fisicamente, serve invece l’intervento di un tecnico e i tempi si allungano.

Anche con la riattivazione da remoto, dopo l’attivazione tocca a te alzare l’interruttore generale del quadro di casa: se la corrente non arriva subito, il problema è quasi sempre lì e non in rete.

Quanta potenza conviene chiedere?

Il subentro è il momento in cui la potenza si sceglie, ed è più facile deciderla adesso che cambiarla dopo. I 3 kW dello standard domestico bastano a una casa con elettrodomestici tradizionali; con piano a induzione, pompa di calore o auto elettrica diventano stretti, e il salvavita se ne accorge prima di te.

La potenza incide anche sul deposito cauzionale, che si calcola per kW, e sulla quota fissa in bolletta. Non è una scelta gratuita in nessuna delle due direzioni.

Cosa mi spetta se il distributore fa tardi?

Un indennizzo automatico, accreditato in bolletta senza che tu debba chiederlo. Per i clienti domestici in bassa tensione l’importo base è di 40,25 euro; sale a 80,50 euro se il ritardo supera il doppio del tempo massimo e a 120,75 euro se supera il triplo.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’attivazione (elettricità)

L’indennizzo non spetta se il ritardo dipende da cause imputabili a te — documentazione incompleta, impossibilità di accedere al contatore — o da forza maggiore. È il motivo per cui vale la pena consegnare tutto in una volta e conservarne prova.

Cosa può andare storto sulla luce

La riattivazione risulta fatta ma la corrente non c’è

Prima di aprire un reclamo, controlla il quadro: interruttore generale e differenziale. Se sono a posto e il display del contatore non mostra prelievo, allora chiama il venditore, che è la tua controparte anche per un problema tecnico.

La potenza attivata non è quella richiesta

Succede quando la richiesta è passata di mano fra venditore e distributore. Si corregge, ma è una pratica in più: verifica la potenza sulla prima bolletta, dove è scritta a chiare lettere.

Ti chiedono la dichiarazione di conformità dell’impianto

Sulla luce è meno frequente che sul gas, ma può essere richiesta quando l’impianto è nuovo o è stato rifatto. Se la casa è appena stata ristrutturata, cercala fra le carte del cantiere prima di avviare la pratica.

Domande frequenti

Il subentro luce si può fare in giornata?

La regolazione fissa un tempo massimo di 5 giorni lavorativi per il distributore, non un minimo: con contatore telegestito e documenti a posto capita che si chiuda prima. Non è però una cosa che si possa pretendere.

Devo essere presente in casa?

Di norma no: la riattivazione dei contatori elettronici avviene da remoto. Serve la tua presenza solo quando il misuratore va aperto o sostituito fisicamente.

Posso fare il subentro senza avere una bolletta della casa?

Sì, purché tu possa fornire il POD o l’indirizzo esatto della fornitura, e autocertificare il titolo sull’immobile. Il POD è spesso leggibile anche sull’etichetta del contatore.

Il subentro cambia il mio distributore?

No. Il distributore dipende dalla zona in cui abiti e non si sceglie: resta lo stesso qualunque venditore tu abbia scelto.

Apri la pratica con il fornitore giusto

Voltura, subentro e prima attivazione si chiedono al venditore con cui firmi: è lo stesso momento in cui scegli quanto pagherai l’energia per i prossimi mesi. Confrontiamo le offerte sui tuoi consumi reali, con i prezzi ufficiali depositati presso ARERA.

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Come sono scritte queste pagine

Costi e tempi delle pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere: accanto a ogni dato trovi il documento ufficiale da cui viene, così puoi controllare che sia ancora quello. Dove un importo non ha un valore nazionale — è il caso dei contributi del distributore sul gas — non ne inventiamo uno: scriviamo da cosa dipende e dove si verifica. Watto è un comparatore indipendente: non siamo un fornitore, non siamo collegati a nessun fornitore e non gestiamo pratiche per conto loro.

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