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Subentro gas: costi, tempi e sicurezza dell’impianto

Trenta euro di contributo, dieci giorni lavorativi e la conformità dell’impianto

In breve. Il subentro sul gas costa 30 euro di contributo al distributore per i contatori fino alla classe G6, più 47 euro al netto delle imposte se l’impianto è nuovo o è stato modificato. Il distributore ha 10 giorni lavorativi per attivare dalla documentazione completa, e l’indennizzo automatico per il ritardo parte da 35 euro.

Aggiornata il 2 agosto 2026 · Costi e tempi dalle fonti ufficiali ARERA, citate accanto a ogni dato · come lavoriamo

Sul gas il subentro è la pratica che più spesso si allunga, e quasi mai per colpa di chi la esegue: si allunga perché prima di riaprire un contatore qualcuno deve poter affermare, per iscritto e assumendosene la responsabilità, che l’impianto è sicuro.

Tempi e costi di queste pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere. Sotto ogni cifra trovi il documento da cui viene: se stai per firmare, aprilo e controlla che sia ancora quello. Le cifre indicate sono al netto delle imposte, salvo dove è scritto diversamente.

Quanto costa il subentro del gas?

Il distributore addebita al venditore un contributo fisso per oneri amministrativi di 30 euro se il contatore è fino alla classe G6, che è quella dei misuratori domestici. Se l’impianto è nuovo, modificato o trasformato si aggiunge l’accertamento documentale della sicurezza: 47 euro al netto delle imposte per le utenze domestiche fino a 35 kW.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’attivazione (gas)

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’accertamento della sicurezza

VoceImportoQuando si paga
Contributo del distributore30 € fino alla classe G6sempre, sull’attivazione
Accertamento della sicurezza47 € al netto delle imposte, fino a 35 kWse l’impianto è nuovo, modificato o trasformato
Oneri amministrativi del venditore23 € per i clienti in tutela della vulnerabilitàsecondo il regime di tutela; nel libero lo scrive il contratto
Deposito cauzionaleda 25 € a 77 € secondo il consumo annuose il contratto lo prevede e non hai la domiciliazione

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — valore massimo del deposito cauzionale (gas)

Quanto tempo ci vuole?

Il distributore deve attivare la fornitura entro 10 giorni lavorativi dal momento in cui riceve la richiesta con la documentazione completa. Prima di lui il venditore ha 2 giorni lavorativi per trasmettere la richiesta. Il termine decorre dalla documentazione completa: è la parte che sposta le date davvero.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (gas)

Come viene accertata la sicurezza dell’impianto?

In via documentale. Il cliente fornisce al distributore la documentazione dell’impianto, compresa la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore ai sensi del decreto ministeriale 37/2008. È l’installatore qualificato a eseguire le prove obbligatorie di sicurezza e funzionalità e a certificarne l’esito; il distributore valuta i documenti e, se l’esito è positivo, attiva.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — come viene accertata la sicurezza dell’impianto

Per la consegna della documentazione al distributore c’è un termine: il cliente ha 30 giorni lavorativi. Superato quello, la pratica decade e si ricomincia — motivo in più per non lasciare la dichiarazione di conformità come ultima cosa da fare.

E se la dichiarazione di conformità non c’è?

Va rifatta da un installatore abilitato, che verifica l’impianto e ne risponde. Non è un timbro: è una responsabilità professionale, e per questo ha un costo e richiede un sopralluogo vero. Il costo non è regolato da ARERA e dipende dall’impianto: chiedi un preventivo, come per qualsiasi lavoro.

Se la casa è vecchia e l’impianto non è mai stato messo a norma, questa è la voce che pesa davvero sul subentro gas — molto più dei 30 euro di contributo. Vale la pena scoprirlo prima di firmare il contratto di fornitura, non dopo.

Cosa mi spetta se il distributore fa tardi?

Un indennizzo automatico accreditato in bolletta. Per i clienti con contatore fino alla classe G6 l’importo base è di 35 euro, raddoppiato se il ritardo supera il doppio del tempo massimo e triplicato se supera il triplo. Non spetta quando il ritardo dipende dalla documentazione mancante.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’attivazione (gas)

Che classe è il mio contatore?

È stampigliata sul misuratore e comincia con la lettera G: nelle abitazioni è quasi sempre G4 o G6. Serve a capire quali importi ti riguardano, perché diversi contributi e indennizzi sono scaglionati proprio su quella classe.

Se in casa hai anche il riscaldamento centralizzato a gas o un’attività, la classe può essere più alta e gli importi cambiano: in quel caso i valori indicati qui, pensati per le utenze domestiche, non sono i tuoi.

Cosa può andare storto sul gas

I dieci giorni non erano ancora cominciati

Il termine decorre dalla documentazione completa. È la ragione per cui un subentro «in ritardo di tre settimane» spesso non è in ritardo: mancava un documento e nessuno te l’ha detto con chiarezza. Chiedi per iscritto quale documento manca e da che data la pratica è considerata completa.

Nessuno in casa il giorno dell’intervento

Sul gas il contatore va aperto fisicamente: se non c’è nessuno, l’intervento salta e va riprogrammato. E un intervento saltato per colpa tua è anche un indennizzo che non spetta.

L’impianto è a norma ma non ci sono le carte

Sono due cose diverse, e per il distributore conta la seconda. Un impianto perfetto senza dichiarazione di conformità non viene attivato: le carte vanno ricostruite.

Domande frequenti

Perché il subentro gas costa più di quello della luce?

Perché sul gas c’è un contributo del distributore — 30 euro fino alla classe G6 — che sulla luce non è previsto, e perché quando l’impianto è nuovo o modificato si aggiunge l’accertamento della sicurezza.

Devo essere presente all’intervento?

Di norma sì: il contatore del gas va aperto fisicamente e l’impianto va lasciato in sicurezza. Concorda la fascia oraria con il venditore quando confermi la pratica.

La dichiarazione di conformità serve sempre?

Serve quando l’impianto è nuovo, è stato modificato o trasformato. Su un impianto rimasto identico e fermo pochi mesi in genere non è richiesta, ma è il distributore a stabilirlo caso per caso.

Quanto costa rifare la dichiarazione di conformità?

Non è un importo regolato da ARERA: dipende dall’impianto e dall’installatore, che deve verificarlo di persona e assumersene la responsabilità. Va chiesto un preventivo.

Apri la pratica con il fornitore giusto

Voltura, subentro e prima attivazione si chiedono al venditore con cui firmi: è lo stesso momento in cui scegli quanto pagherai l’energia per i prossimi mesi. Confrontiamo le offerte sui tuoi consumi reali, con i prezzi ufficiali depositati presso ARERA.

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Come sono scritte queste pagine

Costi e tempi delle pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere: accanto a ogni dato trovi il documento ufficiale da cui viene, così puoi controllare che sia ancora quello. Dove un importo non ha un valore nazionale — è il caso dei contributi del distributore sul gas — non ne inventiamo uno: scriviamo da cosa dipende e dove si verifica. Watto è un comparatore indipendente: non siamo un fornitore, non siamo collegati a nessun fornitore e non gestiamo pratiche per conto loro.

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