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Prima attivazione della fornitura: cosa serve

Il passaggio che viene dopo l’allaccio, e non al posto suo

In breve. La prima attivazione mette in servizio una fornitura su un punto mai attivato: si fa dopo l’allaccio, non al posto suo. Sulla luce il distributore ha 5 giorni lavorativi; sul gas ne ha 10 e serve la dichiarazione di conformità dell’impianto, la cui verifica costa 47 euro al netto delle imposte per le utenze domestiche fino a 35 kW.

Aggiornata il 2 agosto 2026 · Costi e tempi dalle fonti ufficiali ARERA, citate accanto a ogni dato · come lavoriamo

È il passaggio di cui nessuno parla perché ha un nome poco cercato, ed è quello su cui si perdono più giorni: la casa è allacciata, il contatore è al muro, e non arriva niente. Manca il contratto, e manca la richiesta di attivazione che solo il venditore può inoltrare.

Tempi e costi di queste pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere. Sotto ogni cifra trovi il documento da cui viene: se stai per firmare, aprilo e controlla che sia ancora quello. Le cifre indicate sono al netto delle imposte, salvo dove è scritto diversamente.

Che differenza c’è fra allaccio e prima attivazione?

L’allaccio è il collegamento fisico alla rete: scavi, cavi o tubi, contatore installato. L’attivazione è l’abilitazione al prelievo su quel punto, e presuppone un contratto con un venditore. Se il collegamento non c’è ancora, valgono i tempi — più lunghi — dell’allaccio.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (elettricità)

Detto in modo più diretto: l’allaccio lo paghi al distributore per un lavoro, l’attivazione la chiedi al venditore per avere un contratto. Sono due controparti, due momenti e due documenti diversi.

Quanto tempo ci vuole per la prima attivazione?

Sulla luce il venditore trasmette la richiesta entro 2 giorni lavorativi e il distributore attiva entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta completa. Sul gas il venditore ha gli stessi 2 giorni lavorativi e il distributore ne ha 10, che decorrono da quando la documentazione è completa.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (elettricità)

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’attivazione (gas)

Quanto costa la prima attivazione?

Sulla luce il contributo regolato per l’attivazione di un punto è di 23 euro di oneri amministrativi al venditore per i clienti in tutela, senza contributi al distributore; nel mercato libero il costo della pratica è quello del contratto. Sul gas il distributore addebita 30 euro fino alla classe G6, più l’accertamento della sicurezza.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa una voltura o un subentro (elettricità)

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’attivazione (gas)

L’accertamento della sicurezza sul gas costa 47 euro al netto delle imposte per le utenze domestiche con impianti fino a 35 kW: lo paga il venditore al distributore e te lo riaddebita, senza poterci aggiungere un margine.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’accertamento della sicurezza

Che documenti servono per attivare un impianto nuovo?

Il documento centrale è la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore ai sensi del decreto ministeriale 37/2008: attesta che l’impianto è stato realizzato a regola d’arte. Senza, sul gas non si attiva; sulla luce viene richiesta quando l’impianto è nuovo o è stato rifatto.

  • La dichiarazione di conformità dell’impianto, con i suoi allegati obbligatori.
  • Il codice POD o PDR assegnato dal distributore al termine dell’allaccio.
  • Documento d’identità e codice fiscale dell’intestatario.
  • Il titolo sull’immobile, anche autocertificato.
  • Per il gas, la classe del contatore e la potenza totale degli apparecchi installati.

Come viene accertata la sicurezza dell’impianto gas?

In via documentale, non con un sopralluogo del distributore. Il cliente consegna la documentazione entro 30 giorni lavorativi; è l’installatore qualificato a eseguire le prove obbligatorie di sicurezza e funzionalità, incluso il collaudo di tenuta, e a certificarne l’esito. Il distributore valuta i documenti e, se l’esito è positivo, attiva la fornitura.

Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — come viene accertata la sicurezza dell’impianto

I 30 giorni lavorativi per consegnare la documentazione sono un termine vero: se scadono, la pratica decade e va ripresentata. Il momento giusto per parlare con l’installatore è prima di firmare il contratto, non dopo.

Quanta potenza chiedere su una casa nuova

La prima attivazione è il momento in cui la potenza si sceglie da zero, senza eredità. I 3 kW dello standard domestico bastano a una casa con elettrodomestici tradizionali; con piano a induzione, pompa di calore o ricarica dell’auto servono più kW, e sceglierli adesso costa meno che aumentarli poi.

Vale la pena ricordare che la potenza incide su tre cose insieme: la quota fissa in bolletta, il deposito cauzionale — che sulla luce si calcola per kW — e, se sei ancora in fase di allaccio, la quota potenza del preventivo di connessione.

Cosa può andare storto

La casa è allacciata ma nessuno ha chiesto l’attivazione

È l’equivoco più comune sulle case nuove: il costruttore ha fatto l’allaccio, e da lì in poi tocca a te firmare un contratto. Nessun distributore attiva una fornitura di sua iniziativa.

La dichiarazione di conformità è incompleta

Ha allegati obbligatori — schema dell’impianto, elenco dei materiali, dati dell’impresa — e senza quelli non è valida. Controllala quando te la consegnano, non quando il distributore la rifiuta.

Il POD o il PDR non è ancora stato assegnato

È il codice che identifica il punto, e nasce con l’allaccio. Se il venditore te lo chiede e tu non ce l’hai, la domanda giusta va fatta al distributore: la pratica di connessione a che punto è.

Si confonde la prima attivazione con il subentro

Il subentro riapre un punto che era stato attivo e poi chiuso; la prima attivazione riguarda un punto mai attivato. Le richieste sono diverse, e quella sbagliata viene rifiutata.

Domande frequenti

La prima attivazione la chiede il costruttore o io?

La chiedi tu al venditore con cui firmi il contratto. Il costruttore di norma si ferma all’allaccio, cioè alla connessione fisica e al contatore.

Posso attivare la luce senza dichiarazione di conformità?

Se l’impianto è nuovo o è stato rifatto la dichiarazione viene richiesta. È un documento che l’installatore deve rilasciarti al termine del lavoro: se non l’hai, chiedilo a lui.

Quanto tempo passa fra allaccio e attivazione?

Sono due pratiche distinte: dopo l’allaccio, l’attivazione richiede 5 giorni lavorativi al distributore sulla luce e 10 sul gas, più i 2 giorni lavorativi del venditore per inoltrarla.

Devo pagare due volte, allaccio e attivazione?

Sì, sono due cose diverse: l’allaccio è un lavoro sulla rete e si paga a preventivo, l’attivazione è la pratica che mette in servizio la fornitura e ha i contributi previsti per l’attivazione.

Apri la pratica con il fornitore giusto

Voltura, subentro e prima attivazione si chiedono al venditore con cui firmi: è lo stesso momento in cui scegli quanto pagherai l’energia per i prossimi mesi. Confrontiamo le offerte sui tuoi consumi reali, con i prezzi ufficiali depositati presso ARERA.

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Come sono scritte queste pagine

Costi e tempi delle pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere: accanto a ogni dato trovi il documento ufficiale da cui viene, così puoi controllare che sia ancora quello. Dove un importo non ha un valore nazionale — è il caso dei contributi del distributore sul gas — non ne inventiamo uno: scriviamo da cosa dipende e dove si verifica. Watto è un comparatore indipendente: non siamo un fornitore, non siamo collegati a nessun fornitore e non gestiamo pratiche per conto loro.

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