Allaccio vuol dire costruire il collegamento fra la rete e casa tua: scavi, cavi o tubi, e infine il contatore. È l’unica delle pratiche di attivazione in cui si fa un lavoro edile, ed è per questo l’unica che ha un preventivo invece di un listino.
Tempi e costi di queste pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere. Sotto ogni cifra trovi il documento da cui viene: se stai per firmare, aprilo e controlla che sia ancora quello. Le cifre indicate sono al netto delle imposte, salvo dove è scritto diversamente.
Quanto costa un allaccio elettrico?
Il costo di un allacciamento permanente ordinario in bassa tensione è la somma di due voci: una quota potenza, proporzionale ai kW, e una quota distanza, calcolata in linea retta fra la fornitura da allacciare e la più vicina cabina di trasformazione in servizio da almeno cinque anni. Le tariffe sono nazionali e le fissa ARERA.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa un allacciamento permanente ordinario
| Voce (valori 2026) | Importo |
|---|---|
| Quota potenza | 78,81 € per kW |
| Quota distanza, entro 200 metri | 209,62 € |
| Quota distanza, oltre 200 e fino a 700 metri | 105,08 € ogni 100 metri |
| Quota distanza, oltre 700 e fino a 1.200 metri | 209,62 € ogni 100 metri |
| Quota distanza, oltre 1.200 metri | 419,24 € ogni 100 metri |
Fonte: e-distribuzione — importi per le connessioni 2026 (allegato C alla delibera ARERA 575/2025/R/eel)
Due particolari cambiano il conto più di quanto sembri. Il primo: per le forniture fino a 30 kW con limitatore, la potenza su cui si calcola la quota è il 110% di quella richiesta. Il secondo: per le abitazioni di residenza anagrafica fino a 3,3 kW la quota distanza è fissa, qualunque sia la distanza reale — ma se in seguito aumenti la potenza, il distributore chiede la differenza se i metri veri superano i 200.
Queste sono le tariffe che il distributore applica, non il totale che pagherai: al preventivo si aggiungono i lavori particolari, gli attraversamenti, le eventuali opere civili e le imposte. L’unico numero che fa fede è il preventivo scritto.
Quanto costa un allaccio del gas?
Sul gas non c’è una tariffa nazionale. I costi li determina il distributore secondo i criteri stabiliti nella propria concessione, e li pubblica in un prezzario sul proprio sito. Due case identiche in due comuni diversi possono quindi avere preventivi diversi, ed è normale.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto costa l’allacciamento (gas)
La conseguenza pratica: prima di fare i conti su un allaccio gas, il distributore va identificato. Lo trovi in bolletta se in zona c’è già una fornitura, oppure attraverso il comune; il prezzario è un documento pubblico che deve essere consultabile.
Quanto tempo ci vuole per un allaccio?
Sulla luce il preventivo arriva entro 15 giorni lavorativi; i lavori si eseguono entro 10 giorni lavorativi se sono considerati lavoro semplice, entro 50 se servono lavori complessi. Sul gas il preventivo è di 15 giorni lavorativi per i lavori semplici e 30 per quelli complessi, e l’esecuzione di 10 e 60 giorni lavorativi.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’allacciamento (elettricità)
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — quanto tempo occorre per l’allacciamento (gas)
| Fase | Luce | Gas |
|---|---|---|
| Preventivo, lavori semplici | 15 giorni lavorativi | 15 giorni lavorativi |
| Preventivo, lavori complessi | 15 giorni lavorativi | 30 giorni lavorativi |
| Esecuzione, lavori semplici | 10 giorni lavorativi | 10 giorni lavorativi |
| Esecuzione, lavori complessi | 50 giorni lavorativi | 60 giorni lavorativi |
A questi si aggiungono i giorni del venditore, che ne ha 2 lavorativi per inoltrare la richiesta al distributore e altri 2 per trasmetterti il preventivo. E soprattutto si aggiungono i tempi delle autorizzazioni — scavi, attraversamenti stradali, permessi comunali — che restano fuori dal conteggio degli standard.
Cosa deve contenere il preventivo
Sul gas il preventivo ha un contenuto obbligatorio: il tempo massimo per la realizzazione, il codice di rintracciabilità della pratica, l’indennizzo automatico applicabile in caso di ritardo e la documentazione che servirà per l’attivazione. La sua validità non può essere inferiore a tre mesi.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — cosa deve contenere il preventivo per l’allacciamento
Il codice di rintracciabilità è la cosa da annotare: è l’unico modo per parlare della tua pratica senza doverla raccontare da capo ogni volta.
Chi devo chiamare per chiedere un allaccio?
Sul gas puoi rivolgerti direttamente al distributore della zona, oppure passare dal venditore contestualmente al contratto di fornitura: in quel caso è lui a inoltrare la richiesta entro 2 giorni lavorativi. La domanda deve indicare l’ubicazione del punto, la potenza totale degli apparecchi, la categoria d’uso e i tuoi dati.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — come si richiede l’allacciamento (gas)
Sulla luce la strada ordinaria è il distributore competente per zona, che per gran parte d’Italia è e-distribuzione. Il venditore può fare da tramite, ma il preventivo lo emette chi possiede la rete.
Mi spetta un indennizzo se sforano?
Sul gas sì, ed è automatico: l’importo base per i clienti con contatore fino alla classe G6 è di 35 euro, raddoppiato o triplicato se il ritardo supera il doppio o il triplo del tempo massimo. Non spetta per i lavori complessi. L’indennizzo applicabile deve comunque essere indicato nel preventivo.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’allacciamento (gas)
Sulla luce gli indennizzi automatici esistono per il mancato rispetto degli standard specifici di qualità: sull’attivazione della fornitura l’importo base per i clienti domestici in bassa tensione è di 40,25 euro. Per l’allacciamento, l’importo applicabile alla tua pratica è quello indicato nella documentazione del distributore: chiedilo insieme al preventivo, invece di darlo per scontato.
Fonte: ARERA, Atlante per il consumatore — indennizzi per ritardo nell’attivazione (elettricità)
Cosa può andare storto
Le autorizzazioni bloccano tutto
Uno scavo su suolo pubblico o un attraversamento stradale richiedono permessi che non dipendono dal distributore, e i giorni di attesa non entrano negli standard. È la voce che trasforma «due settimane» in «tre mesi».
Il collegamento deve passare su un terreno altrui
Serve il consenso del proprietario, e in certi casi una servitù. È un problema legale, non tecnico, e va affrontato prima di accettare il preventivo.
Il preventivo scade
Sul gas la validità minima è di tre mesi. Passata quella, i prezzi si rifanno con le tariffe correnti: se stai aspettando un permesso, tieni d’occhio la data.
Confondi allaccio e attivazione
L’allaccio costruisce il collegamento, l’attivazione accende la fornitura. Sono due passaggi e due momenti: dopo i lavori serve comunque un contratto con un venditore perché arrivi l’energia.
Domande frequenti
L’allaccio si può chiedere senza avere ancora un fornitore?
Sul gas sì: la richiesta di allacciamento si può presentare direttamente al distributore. Ma per avere il gas in casa serve poi comunque un contratto di fornitura con un venditore.
Quanto costa in tutto allacciare una casa nuova?
Non esiste una cifra tipica onesta: dipende dalla distanza dalla rete, dalla potenza, dagli scavi e dai permessi. Le tariffe nazionali della luce danno l’ordine di grandezza della parte regolata; il resto lo dice il preventivo.
Posso accettare solo una parte del preventivo?
No: il preventivo descrive un intervento tecnico unitario. Quello che puoi fare è chiedere che sia dettagliato voce per voce, e capire quali lavori dipendono da scelte tue.
Dopo l’allaccio la fornitura è attiva?
No. L’allaccio consegna il collegamento e il contatore; l’energia comincia a scorrere con la prima attivazione, che si chiede al venditore con cui firmi il contratto.
Apri la pratica con il fornitore giusto
Voltura, subentro e prima attivazione si chiedono al venditore con cui firmi: è lo stesso momento in cui scegli quanto pagherai l’energia per i prossimi mesi. Confrontiamo le offerte sui tuoi consumi reali, con i prezzi ufficiali depositati presso ARERA.
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Costi e tempi delle pratiche sono stabiliti da ARERA e cambiano con le delibere: accanto a ogni dato trovi il documento ufficiale da cui viene, così puoi controllare che sia ancora quello. Dove un importo non ha un valore nazionale — è il caso dei contributi del distributore sul gas — non ne inventiamo uno: scriviamo da cosa dipende e dove si verifica. Watto è un comparatore indipendente: non siamo un fornitore, non siamo collegati a nessun fornitore e non gestiamo pratiche per conto loro.