Le liste di consigli sul risparmio energetico mettono quasi sempre sullo stesso piano cose che valgono centinaia di euro l’anno e cose che ne valgono cinque. Questa guida le separa, perché è l’unica informazione che serve davvero: dove conviene mettere l’attenzione.
Da che cosa è fatta la spesa
Una bolletta è composta da quattro blocchi: la materia prima (l’energia o il gas che consumi), il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Solo il primo blocco dipende dal fornitore che scegli. Gli altri tre sono uguali per tutti, decisi da ARERA e dallo Stato, e nessuna offerta può scontarli.
Questo ha una conseguenza pratica: quando un venditore promette «il 40% di sconto in bolletta» sta dicendo qualcosa di impossibile, perché su tre quarti della bolletta non ha alcun potere. Lo sconto, quando c’è, è sulla sua quota.
La proporzione fra i quattro blocchi cambia con i consumi e con il periodo dell’anno. La regola stabile è l’ordine: la materia prima resta la voce più grande e l’unica negoziabile.
Prima leva: l’offerta
Fra l’offerta più cara e la più conveniente sul mercato libero, a parità di consumo, la differenza sulla sola materia prima può superare le duecento euro l’anno per la luce e altrettanto per il gas. È il singolo intervento con il rapporto migliore fra tempo speso e denaro recuperato: mezz’ora una volta l’anno.
Due avvertenze pratiche. La prima: confronta il costo per kWh comprensivo della quota fissa, non il prezzo dell’energia da solo — un’offerta con un prezzo bassissimo e centocinquanta euro l’anno di quota fissa costa più di una col prezzo leggermente più alto e trentasei euro di quota. La seconda: le offerte con sconto valido solo per i primi dodici mesi vanno valutate su ventiquattro, perché al tredicesimo mese il prezzo torna quello di listino.
Seconda leva: il riscaldamento
Nelle case italiane il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria assorbono la gran parte del gas consumato in un anno. Qui gli accorgimenti valgono somme reali, non simboliche.
- Un grado in meno sul termostato taglia il consumo di riscaldamento di qualche punto percentuale. Due gradi si sentono in bolletta e quasi non si sentono addosso.
- Le valvole termostatiche sui radiatori permettono di non scaldare le stanze vuote: è la stessa logica di non tenere la luce accesa nelle camere in cui non c’è nessuno.
- La manutenzione annuale della caldaia non è solo un obbligo di legge: una caldaia sporca brucia di più per produrre lo stesso calore.
- Spifferi da infissi e cassonetti delle tapparelle disperdono calore in continuazione. Le guarnizioni adesive costano poco e si installano in un pomeriggio.
Terza leva: gli elettrodomestici
Qui i margini sono più piccoli ma reali, e riguardano soprattutto i pochi apparecchi che scaldano o raffreddano: frigorifero, forno, lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, condizionatore. Tutto il resto — televisori, computer, luci a LED — incide poco, per quanto sia diffusa l’idea contraria.
- Il frigorifero è l’unico elettrodomestico acceso ventiquattro ore su ventiquattro tutto l’anno: la sua classe energetica conta più di quella di qualunque altro.
- Lavatrice e lavastoviglie a pieno carico e a bassa temperatura: gran parte del loro consumo serve a scaldare l’acqua, non a girare.
- Uno scaldabagno elettrico è il modo più costoso di produrre acqua calda. Se ne hai uno, è il primo candidato alla sostituzione.
- Le lampadine a LED consumano circa un decimo delle vecchie a incandescenza, ma le luci sono una frazione piccola del totale: sostituirle è giusto e conveniente, non risolutivo.
Le fasce orarie contano solo se puoi spostare i consumi
Un’offerta a fasce premia chi consuma la sera, di notte e nel fine settimana. Se in casa non c’è nessuno durante il giorno e la lavatrice parte alle nove di sera, ha senso. Se invece si consuma soprattutto in orario di ufficio, una monoraria costa meno. Nessuna delle due è migliore in assoluto: dipende da quando accendi.
Cosa non fare
- Firmare al telefono con chi ti ha chiamato. Le offerte migliori non si vendono così, e i contratti conclusi di fretta sono la prima causa di reclamo.
- Guardare solo il prezzo dell’energia. Il numero che conta è quello che tiene dentro anche la quota fissa.
- Staccare le spine di tutto ogni sera. Il consumo in stand-by di un impianto domestico moderno è modesto: il gesto ha un valore simbolico, non economico.
- Cambiare fornitore ogni tre mesi. Ogni passaggio richiede fino a due mesi e nel frattempo si resta sul contratto vecchio: una volta l’anno è la frequenza giusta.
Un metodo in cinque minuti
- Prendi l’ultima bolletta e cerca il consumo annuo in kWh (luce) o in Smc (gas). Di solito c’è un riquadro apposta.
- Confronta le offerte su quel consumo, non su un consumo tipo.
- Guarda il costo complessivo per unità, quota fissa inclusa.
- Controlla se lo sconto è permanente o solo per il primo anno.
- Verifica che il fornitore sia fra quelli autorizzati: l’elenco è pubblico.
Se preferisci non farlo da solo, possiamo farlo insieme al telefono partendo dai tuoi consumi reali. Non vendiamo energia e nessun fornitore ci paga per salire in classifica.
Domande frequenti
Conviene di più il prezzo fisso o quello variabile?
Dipende dalla tolleranza al rischio, non dalla convenienza media: il fisso costa qualcosa in più in cambio della certezza, il variabile segue l’indice e può scendere o salire. Ne parliamo per esteso nella guida dedicata.
Cambiare fornitore comporta un’interruzione della fornitura?
No. Non serve alcun intervento sul contatore e la fornitura non si ferma mai, nemmeno per un istante.
Il condizionatore consuma davvero tanto?
Sì, è fra i pochi apparecchi con un impatto rilevante, perché sposta calore. Impostarlo a 26 gradi anziché a 22 riduce sensibilmente il consumo, a parità di comfort percepito.
Vuoi una mano su questo?
Puoi chiamarci e parlarne con una persona, oppure lasciarci un recapito e ti richiamiamo noi. Come preferisci: il confronto delle offerte resta gratuito in entrambi i casi.
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Da dove vengono i nostri dati
Prezzi e condizioni delle offerte arrivano dal Portale Offerte di ARERA, gestito da Acquirente Unico, e li aggiorniamo ogni giorno. Le informazioni normative citate in questa guida si basano sulle delibere dell'Autorità. Nessun fornitore paga per comparire nelle nostre classifiche.