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Bollette

Come risparmiare davvero su luce e gas

Quello che sposta l’ago e quello che non lo sposta

In breve. Sulla bolletta di una famiglia media la voce su cui puoi davvero incidere è il prezzo della materia prima, che pesa circa la metà del totale: cambiare offerta vale in genere più di qualunque accorgimento domestico. Subito dopo vengono il riscaldamento e l’acqua calda, che da soli fanno gran parte del gas consumato in un anno.

Aggiornata il 27 luglio 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

Le liste di consigli sul risparmio energetico mettono quasi sempre sullo stesso piano cose che valgono centinaia di euro l’anno e cose che ne valgono cinque. Questa guida le separa, perché è l’unica informazione che serve davvero: dove conviene mettere l’attenzione.

Da che cosa è fatta la spesa

Una bolletta è composta da quattro blocchi: la materia prima (l’energia o il gas che consumi), il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri di sistema e le imposte. Solo il primo blocco dipende dal fornitore che scegli. Gli altri tre sono uguali per tutti, decisi da ARERA e dallo Stato, e nessuna offerta può scontarli.

Questo ha una conseguenza pratica: quando un venditore promette «il 40% di sconto in bolletta» sta dicendo qualcosa di impossibile, perché su tre quarti della bolletta non ha alcun potere. Lo sconto, quando c’è, è sulla sua quota.

La proporzione fra i quattro blocchi cambia con i consumi e con il periodo dell’anno. La regola stabile è l’ordine: la materia prima resta la voce più grande e l’unica negoziabile.

Prima leva: l’offerta

Fra l’offerta più cara e la più conveniente sul mercato libero, a parità di consumo, la differenza sulla sola materia prima può superare le duecento euro l’anno per la luce e altrettanto per il gas. È il singolo intervento con il rapporto migliore fra tempo speso e denaro recuperato: mezz’ora una volta l’anno.

Due avvertenze pratiche. La prima: confronta il costo per kWh comprensivo della quota fissa, non il prezzo dell’energia da solo — un’offerta con un prezzo bassissimo e centocinquanta euro l’anno di quota fissa costa più di una col prezzo leggermente più alto e trentasei euro di quota. La seconda: le offerte con sconto valido solo per i primi dodici mesi vanno valutate su ventiquattro, perché al tredicesimo mese il prezzo torna quello di listino.

Seconda leva: il riscaldamento

Nelle case italiane il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria assorbono la gran parte del gas consumato in un anno. Qui gli accorgimenti valgono somme reali, non simboliche.

  • Un grado in meno sul termostato taglia il consumo di riscaldamento di qualche punto percentuale. Due gradi si sentono in bolletta e quasi non si sentono addosso.
  • Le valvole termostatiche sui radiatori permettono di non scaldare le stanze vuote: è la stessa logica di non tenere la luce accesa nelle camere in cui non c’è nessuno.
  • La manutenzione annuale della caldaia non è solo un obbligo di legge: una caldaia sporca brucia di più per produrre lo stesso calore.
  • Spifferi da infissi e cassonetti delle tapparelle disperdono calore in continuazione. Le guarnizioni adesive costano poco e si installano in un pomeriggio.

Terza leva: gli elettrodomestici

Qui i margini sono più piccoli ma reali, e riguardano soprattutto i pochi apparecchi che scaldano o raffreddano: frigorifero, forno, lavatrice, lavastoviglie, scaldabagno elettrico, condizionatore. Tutto il resto — televisori, computer, luci a LED — incide poco, per quanto sia diffusa l’idea contraria.

  • Il frigorifero è l’unico elettrodomestico acceso ventiquattro ore su ventiquattro tutto l’anno: la sua classe energetica conta più di quella di qualunque altro.
  • Lavatrice e lavastoviglie a pieno carico e a bassa temperatura: gran parte del loro consumo serve a scaldare l’acqua, non a girare.
  • Uno scaldabagno elettrico è il modo più costoso di produrre acqua calda. Se ne hai uno, è il primo candidato alla sostituzione.
  • Le lampadine a LED consumano circa un decimo delle vecchie a incandescenza, ma le luci sono una frazione piccola del totale: sostituirle è giusto e conveniente, non risolutivo.

Le fasce orarie contano solo se puoi spostare i consumi

Un’offerta a fasce premia chi consuma la sera, di notte e nel fine settimana. Se in casa non c’è nessuno durante il giorno e la lavatrice parte alle nove di sera, ha senso. Se invece si consuma soprattutto in orario di ufficio, una monoraria costa meno. Nessuna delle due è migliore in assoluto: dipende da quando accendi.

Cosa non fare

  • Firmare al telefono con chi ti ha chiamato. Le offerte migliori non si vendono così, e i contratti conclusi di fretta sono la prima causa di reclamo.
  • Guardare solo il prezzo dell’energia. Il numero che conta è quello che tiene dentro anche la quota fissa.
  • Staccare le spine di tutto ogni sera. Il consumo in stand-by di un impianto domestico moderno è modesto: il gesto ha un valore simbolico, non economico.
  • Cambiare fornitore ogni tre mesi. Ogni passaggio richiede fino a due mesi e nel frattempo si resta sul contratto vecchio: una volta l’anno è la frequenza giusta.

Un metodo in cinque minuti

  1. Prendi l’ultima bolletta e cerca il consumo annuo in kWh (luce) o in Smc (gas). Di solito c’è un riquadro apposta.
  2. Confronta le offerte su quel consumo, non su un consumo tipo.
  3. Guarda il costo complessivo per unità, quota fissa inclusa.
  4. Controlla se lo sconto è permanente o solo per il primo anno.
  5. Verifica che il fornitore sia fra quelli autorizzati: l’elenco è pubblico.

Se preferisci non farlo da solo, possiamo farlo insieme al telefono partendo dai tuoi consumi reali. Non vendiamo energia e nessun fornitore ci paga per salire in classifica.

Domande frequenti

Conviene di più il prezzo fisso o quello variabile?

Dipende dalla tolleranza al rischio, non dalla convenienza media: il fisso costa qualcosa in più in cambio della certezza, il variabile segue l’indice e può scendere o salire. Ne parliamo per esteso nella guida dedicata.

Cambiare fornitore comporta un’interruzione della fornitura?

No. Non serve alcun intervento sul contatore e la fornitura non si ferma mai, nemmeno per un istante.

Il condizionatore consuma davvero tanto?

Sì, è fra i pochi apparecchi con un impatto rilevante, perché sposta calore. Impostarlo a 26 gradi anziché a 22 riduce sensibilmente il consumo, a parità di comfort percepito.

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Prezzi e condizioni delle offerte arrivano dal Portale Offerte di ARERA, gestito da Acquirente Unico, e li aggiorniamo ogni giorno. Le informazioni normative citate in questa guida si basano sulle delibere dell'Autorità. Nessun fornitore paga per comparire nelle nostre classifiche.

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