Il conguaglio è la bolletta che spaventa: stessa casa, stesse abitudini, e un importo tre volte quello abituale. Nella grande maggioranza dei casi non c’è alcun errore — c’è un periodo lungo fatturato a stima e una lettura reale che finalmente lo chiude.
Perché arriva
- Per mesi il distributore non riesce a leggere il contatore, oppure il contatore non è telegestito.
- Il fornitore fattura una stima basata sullo storico.
- Arriva finalmente una lettura reale, tua o del distributore.
- Il fornitore ricalcola: se hai consumato più di quanto stimato, la differenza si paga tutta insieme.
Può succedere anche il contrario: se la stima era generosa, il conguaglio è a tuo credito e viene scalato dalle bollette successive o rimborsato.
La prima cosa da controllare
Guarda le letture riportate in bolletta: c’è sempre indicato se ciascuna è effettiva o stimata, con la data. Confronta la lettura di partenza del conguaglio con quella finale e verifica che la differenza corrisponda a un consumo plausibile per il periodo. Poi confrontala con il numero che il contatore segna oggi: è il controllo più rapido e il più efficace.
Se il contatore segna oggi meno del valore usato per fatturare, l’errore è dimostrabile con una fotografia. Fatta la foto, il reclamo scritto diventa una formalità.
La prescrizione dei due anni
Per le forniture di energia elettrica, gas e acqua, il diritto del fornitore a chiedere il pagamento si prescrive in due anni. In pratica: se il conguaglio riguarda consumi risalenti a oltre due anni prima della richiesta di pagamento, puoi opporre la prescrizione e non sei tenuto a pagare quella parte.
La prescrizione non opera da sola: va eccepita, cioè comunicata per iscritto al fornitore. Un reclamo scritto in cui indichi chiaramente i periodi contestati e richiami la prescrizione biennale è sufficiente ad avviare la procedura. Attenzione a non pagare la parte prescritta: il pagamento vale come riconoscimento del debito.
Il diritto alla rateizzazione
Quando il conguaglio supera in misura significativa la bolletta media e deriva da un ritardo nelle letture, la regolazione prevede che il cliente possa chiedere di pagarlo a rate. Chiedila per iscritto e prima della scadenza: dopo la scadenza il fornitore è in una posizione più forte e il piano di rientro diventa una concessione, non un diritto.
Come si contesta, passo per passo
- Fotografa subito il contatore, con una data verificabile.
- Invia un reclamo scritto al fornitore — modulo, PEC o raccomandata — indicando numero della bolletta, periodi contestati e motivo. Il fornitore deve rispondere entro trenta giorni.
- Nel frattempo, se contesti solo una parte, valuta di pagare la parte non contestata: evita che la posizione diventi morosa.
- Se la risposta non arriva o non ti soddisfa, puoi rivolgerti al Servizio Conciliazione di ARERA, che è gratuito e si svolge online.
- Lo Sportello per il consumatore energia e ambiente risponde al numero verde 800 166 654 e può orientarti sulla procedura.
Conserva ogni cosa: numero di protocollo del reclamo, email, nomi degli operatori. Nelle contestazioni vince la documentazione.
Domande frequenti
Possono staccarmi la luce se contesto un conguaglio?
Non per la parte oggetto di reclamo, purché il reclamo sia stato presentato correttamente e nei termini. È un motivo in più per contestare per iscritto e conservarne la prova.
La prescrizione vale anche se il ritardo è colpa mia?
La prescrizione biennale non si applica quando il mancato rilevamento dipende da un’accertata responsabilità del cliente, per esempio l’impossibilità di accedere al contatore per un ostacolo che dipende da lui.
Ho cambiato fornitore: il vecchio può ancora mandarmi un conguaglio?
Sì, entro i termini di prescrizione e limitatamente ai consumi del periodo in cui era lui a fornirti. È il motivo per cui conviene fare l’autolettura il giorno del cambio.
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