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Operazioni

Disdetta e recesso: come si chiude un contratto

Quando serve davvero, e quando invece non serve affatto

In breve. Se cambi fornitore non devi disdire nulla: se ne occupa il nuovo per legge. La disdetta serve solo quando vuoi chiudere del tutto la fornitura, per esempio lasciando una casa che resterà vuota. Il recesso è gratuito e il preavviso massimo è di un mese.

Aggiornata il 26 luglio 2026 · a cura della redazione Watto

È una delle confusioni più diffuse, e costa tempo a molte persone. Le due situazioni sono diverse.

Caso 1: cambi fornitore

Non devi fare nulla. Firmando con il nuovo fornitore gli dai mandato a gestire il passaggio, disdetta compresa. Mandare anche una raccomandata di tuo pugno non velocizza niente e, in qualche caso, genera un doppio ordine che rallenta tutto.

Caso 2: chiudi la fornitura

Qui la disdetta serve, e si chiama cessazione. Il contatore viene sigillato e non erogherà più energia finché qualcuno non farà un subentro. È il caso di chi lascia definitivamente un immobile che resterà disabitato.

Attenzione: se la casa passa a qualcun altro, la voltura è quasi sempre preferibile alla cessazione. Chiudere e poi riaprire costa di più e richiede più tempo.

Come si comunica il recesso

  • Raccomandata con ricevuta di ritorno, oppure PEC: sono le forme che lasciano prova certa della data.
  • Modulo online, dove il fornitore lo mette a disposizione.
  • Il preavviso non può superare un mese per i clienti domestici.
  • Nessuna penale è dovuta: per i clienti domestici le clausole di durata minima vincolante non sono ammesse.

La bolletta di chiusura

Arriva entro sei settimane dalla cessazione e chiude i conti sulla base della lettura finale. Se avevi versato un deposito cauzionale, ti viene restituito con gli interessi maturati.

Comunica tu la lettura finale e conservane una fotografia con la data. È la prova più semplice se il conguaglio non dovesse tornare.

Domande frequenti

Quanto costa disdire?

Il recesso in sé è gratuito. La cessazione della fornitura comporta un contributo fisso stabilito da ARERA per l’intervento sul contatore.

Posso recedere durante i primi mesi?

Sì, in qualsiasi momento. Non esistono vincoli di permanenza per i clienti domestici.

Se non pago l’ultima bolletta cosa succede?

Il credito resta dovuto e può essere iscritto nel Sistema Informativo Integrato come morosità, ostacolando futuri contratti presso altri fornitori.

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