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Primo contratto di luce e gas: cosa fare

Vai a vivere da solo: cosa serve, in che ordine, quanto ci vuole

In breve. Dipende da cosa trovi nella casa. Se il contatore è attivo e c’era qualcun altro prima di te serve una voltura, che è la strada più rapida. Se il contatore c’è ma è staccato serve un subentro. Se il contatore non c’è proprio serve un allaccio, che è la pratica più lunga e più cara. In tutti i casi ti servono un documento, il codice fiscale, l’indirizzo esatto e il codice POD o PDR, che leggi sul contatore o su una vecchia bolletta.

Aggiornata il 6 agosto 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

Nessuno te lo spiega prima, e la prima volta si sbaglia quasi sempre la stessa cosa: si chiama un fornitore e si chiede «un contratto», quando la domanda giusta è un’altra — che cosa c’è già in quella casa.

Prima di tutto: guarda il contatore

Da quello che trovi dipende quale pratica ti serve, quanto costa e quanto aspetti.

Cosa troviPraticaIn breve
Contatore attivo, intestato a chi c’era primaVolturaCambia solo il nome. La più rapida.
Contatore presente ma staccatoSubentroSi riattiva un impianto che esiste già.
Nessun contatoreAllaccioVa costruito il collegamento alla rete. La più lunga.

Cosa ti serve avere sottomano

  • Un documento d’identità e il codice fiscale.
  • L’indirizzo esatto, scala e interno compresi: è quello che identifica il punto di fornitura.
  • Il codice POD per la luce (comincia per IT) o il PDR per il gas: sono sul contatore e su qualunque vecchia bolletta di quella casa.
  • Un IBAN, se scegli la domiciliazione.
  • I dati del contratto di affitto o dell’atto, che alcuni fornitori chiedono per verificare che tu abbia titolo.

Scegliere l’offerta senza sbagliare

Se è la tua prima casa non sai ancora quanto consumerai, e questo cambia il modo giusto di scegliere. Due indicazioni che valgono quasi sempre:

  1. Non fissarti sul prezzo al kWh. Guarda la spesa annua stimata su un consumo simile al tuo, e ricordati che c’è quasi sempre una quota fissa mensile.
  2. Il primo anno tieni una via d’uscita. Non ci sono penali per cambiare fornitore, e dopo dodici mesi saprai quanto consumi davvero: allora la scelta la rifai su un numero tuo invece che su una media.

Cambiare fornitore è gratuito e non comporta interruzioni: non ti staccano la luce, non viene nessuno, non cambia niente in casa. Cambia solo chi ti manda la bolletta.

Le tre trappole della prima volta

Il contratto firmato al telefono senza volerlo

Chi si è appena trasferito riceve telefonate: i cambi di intestazione sono un segnale pubblico e le liste girano. Un contratto concluso al telefono si può annullare entro quattordici giorni senza dare spiegazioni e senza spese.

Il deposito cauzionale che non sapevi

Molti fornitori lo chiedono, e quasi tutti lo tolgono se domicili il pagamento. Vale la pena chiederlo prima di firmare, non dopo.

Il bonus sociale che non hai chiesto

Se il reddito familiare è sotto le soglie fissate da ARERA lo sconto arriva da solo, in bolletta, ma solo se hai presentato l’ISEE. Non lo chiede il fornitore al posto tuo.

E quando arriva la prima bolletta

Controlla due cose: che la lettura sia effettiva e non stimata, e che il periodo fatturato cominci dal giorno in cui sei entrato e non prima. Sono i due errori più comuni della prima fattura, e si correggono subito se li vedi subito.

Domande frequenti

Come faccio il primo contratto della luce in una casa nuova?

Dipende dal contatore. Se è attivo e intestato a qualcun altro serve una voltura; se è presente ma staccato, un subentro; se non c’è, un allaccio. Servono documento, codice fiscale, indirizzo esatto e il codice POD della luce o PDR del gas, che trovi sul contatore o su una vecchia bolletta.

Quanto ci vuole ad avere la luce in una casa nuova?

La voltura è la più rapida perché l’impianto è già attivo e cambia solo l’intestazione. Il subentro richiede la riattivazione del contatore. L’allaccio è la pratica più lunga, perché prevede un lavoro sulla rete. I tempi massimi sono fissati da ARERA e il fornitore deve dichiararteli.

Posso cambiare fornitore subito dopo il primo contratto?

Sì, e non ci sono penali. Il cambio è gratuito e non comporta interruzioni né interventi in casa: cambia solo chi emette la bolletta.

Serve la residenza per attivare un contratto?

No, si può attivare anche senza residenza in quella casa: cambia però il trattamento fiscale di alcune componenti, che per la non residenza è meno favorevole.

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