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Operazioni

Aumentare la potenza del contatore elettrico

Quando il salvavita scatta e passare da 3 a 4,5 o 6 kW

In breve. La potenza standard di una fornitura domestica è 3 kW, aumentabile a scaglioni di 0,5 kW fino a 6 kW e oltre. La richiesta si fa al proprio venditore, che la inoltra al distributore; la modifica è quasi sempre da remoto, senza interventi in casa, e comporta un contributo una tantum più una quota fissa annuale più alta.

Aggiornata il 27 luglio 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

Se l’interruttore generale scatta quando forno e lavatrice vanno insieme, il problema non è l’impianto: è la potenza contrattuale. Aumentarla è una pratica semplice, ma ha un costo ricorrente che conviene valutare prima.

Potenza contrattuale e potenza disponibile

La potenza contrattuale è quella che hai scelto — tipicamente 3 kW. La potenza disponibile è leggermente superiore, per convenzione del dieci per cento: un contatore da 3 kW tollera fino a circa 3,3 kW prima di intervenire, e per pochi minuti sopporta anche punte superiori prima di staccare.

Il distacco non è un guasto: è il contatore che fa il suo mestiere. Dopo il distacco la riattivazione avviene dal contatore stesso, riportando l’interruttore in posizione e attendendo il tempo indicato dal display.

Quanta potenza serve

Somma gli apparecchi che possono ragionevolmente funzionare nello stesso momento. Come ordine di grandezza: forno elettrico e piano a induzione stanno fra i 2 e i 3 kW ciascuno, il phon intorno ai 2, la lavatrice sotto i 2 nella fase di riscaldamento dell’acqua, il ferro da stiro intorno a 2, il condizionatore fra 0,7 e 1,5, frigorifero e illuminazione insieme poche centinaia di watt.

  • 3 kW: sufficiente per una casa con cucina a gas e senza grandi carichi elettrici simultanei.
  • 4,5 kW: la scelta più comune per chi ha forno elettrico o condizionatori.
  • 6 kW: piano a induzione, pompa di calore, ricarica di un’auto elettrica.

Quanto costa

Ci sono due voci. La prima è un contributo una tantum per la modifica, stabilito dalla regolazione e proporzionale ai kW aggiunti, cui si sommano oneri amministrativi e imposta di bollo. La seconda, che pesa di più nel tempo, è la quota fissa annuale di trasporto e gestione del contatore, che cresce con la potenza impegnata e si paga ogni anno finché la potenza resta quella.

Chiedi sempre al tuo venditore il preventivo scritto con entrambe le voci prima di confermare: gli importi sono regolati e quindi confrontabili, ma la seconda voce va moltiplicata per gli anni in cui resterai in quella casa.

Come si fa la richiesta

  1. Chiama il tuo venditore — non il distributore: il venditore è l’unico interlocutore contrattuale del cliente domestico.
  2. Tieni pronti POD, dati anagrafici e potenza desiderata.
  3. Ricevi e accetta il preventivo.
  4. Il distributore esegue la modifica, quasi sempre da remoto e in pochi giorni lavorativi.
  5. Verifica sul display del contatore che la nuova potenza sia quella richiesta.

Un sopralluogo serve solo se l’impianto deve essere adeguato, il che accade tipicamente sopra i 6 kW o quando il contatore va spostato. In quel caso viene emesso un preventivo diverso e i tempi si allungano.

Prima di aumentare, un controllo che costa zero

Se il salvavita scatta anche con pochi apparecchi accesi, potrebbe non essere un problema di potenza ma di dispersione dell’impianto. In quel caso l’aumento di potenza non risolve nulla e ti lascia una quota fissa più alta per sempre: prima di procedere, fai controllare l’impianto da un elettricista.

Domande frequenti

Posso diminuire la potenza se ho esagerato?

Sì, la riduzione si richiede con la stessa procedura e riporta la quota fissa al livello inferiore. Anche la riduzione comporta un contributo amministrativo.

Serve la presenza di qualcuno in casa?

Nella grande maggioranza dei casi no: i contatori elettronici sono modificabili da remoto dal distributore.

L’aumento di potenza cambia il prezzo dell’energia?

No. Cambia la quota fissa legata al trasporto e alla gestione del contatore. Il prezzo per kWh dell’offerta resta quello del contratto.

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