Il distacco per mancato pagamento è una procedura regolata da ARERA, con passaggi obbligatori e termini precisi. Conoscerli serve a due cose: capire quanto tempo hai davvero e riconoscere una sospensione irregolare.
La sequenza obbligatoria
- La bolletta scade e non viene pagata.
- Il fornitore invia una costituzione in mora per raccomandata o PEC, con un preavviso complessivo non inferiore a quaranta giorni rispetto alla data di scadenza della fattura.
- La lettera indica un termine ulteriore per pagare, decorrente dal ricevimento.
- Solo se il termine scade senza pagamento il fornitore può chiedere al distributore la sospensione, dandone ancora preavviso.
- Il distributore esegue: prima la riduzione di potenza, dove tecnicamente possibile, poi la sospensione vera e propria.
La comunicazione deve essere scritta e tracciabile. Una telefonata o un SMS non sostituiscono la costituzione in mora, e una sospensione avvenuta senza quella lettera è contestabile.
Chi non può essere distaccato
Esistono clienti definiti non disalimentabili: fra questi le strutture in cui la fornitura è essenziale — ospedali, case di cura, strutture di pubblica sicurezza — e i clienti domestici che rientrano nelle categorie protette per motivi di salute, in particolare chi utilizza apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita. Il riconoscimento va richiesto e documentato: non è automatico.
Se ricevi una costituzione in mora
- Controlla che l’importo sia corretto e che non riguardi periodi già pagati o prescritti.
- Se l’importo è dovuto, paga entro il termine indicato e comunica il pagamento al fornitore allegando la contabile: la comunicazione accelera la chiusura della pratica.
- Se l’importo è contestato, presenta reclamo scritto immediatamente: sulle somme oggetto di reclamo la sospensione non può procedere.
- Se non riesci a pagare tutto, chiedi per iscritto un piano di rateizzazione prima della scadenza. Dopo, la trattativa parte da una posizione peggiore.
La riattivazione
Una volta pagato, la riattivazione deve avvenire entro i termini fissati dalla regolazione, che si contano in giorni feriali dal momento in cui il venditore comunica al distributore l’avvenuto pagamento. Il ritardo dà diritto a un indennizzo automatico, che viene accreditato in bolletta.
Al costo dell’intervento di riattivazione si aggiungono di norma gli oneri amministrativi e, in alcuni casi, la richiesta di un deposito cauzionale che prima non era dovuto. Sono le conseguenze economiche del distacco, ed è la ragione per cui conviene evitarlo anche a costo di chiedere una rateizzazione.
Il cliente moroso e il cambio fornitore
Un debito verso il vecchio venditore può essere segnalato nel Sistema Informativo Integrato e ostacolare l’attivazione di un nuovo contratto: il nuovo venditore può rifiutare o subordinare l’attivazione. Non è un blocco assoluto, ma è un motivo pratico per chiudere le partite aperte prima di cambiare.
Domande frequenti
Possono staccarmi senza avvisarmi?
No. La costituzione in mora scritta con i termini di preavviso previsti è un passaggio obbligatorio: senza di essa la sospensione è irregolare e va contestata con reclamo.
Posso essere distaccato durante una contestazione?
Non per gli importi oggetto di un reclamo presentato correttamente e nei termini. Conviene comunque pagare la parte non contestata.
Quanto costa la riattivazione?
L’intervento ha un costo regolato, cui si aggiungono oneri amministrativi. La cifra esatta è indicata dal venditore nella comunicazione: chiedila per iscritto.
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