La prima cosa da chiarire è che «offerta business» non è una categoria commerciale inventata dai venditori: è una categoria vera del registro ARERA, con condizioni economiche e fiscali proprie. Un negozio non può attivare un contratto domestico, e viceversa.
Le quattro differenze che contano
1. L’IVA
Sull’uso domestico l’IVA è un costo secco. Su un’utenza intestata a una partita IVA, per l’energia impiegata nell’attività, è detraibile secondo le regole ordinarie. È la differenza più grossa e quella che più spesso viene dimenticata quando si confrontano due preventivi: un prezzo IVA compresa e uno IVA esclusa non si possono mettere in fila.
2. Le accise
Le aliquote per gli usi diversi da quello domestico sono differenti, e sul gas dipendono anche dall’impiego — riscaldamento oppure uso industriale — e dalla zona geografica. Chi consuma molto ha scaglioni propri.
3. Le componenti di rete
Le tariffe di trasporto e gestione per le utenze non domestiche seguono una struttura diversa, con un peso maggiore della potenza impegnata. Un’attività che impegna 15 kW e ne usa davvero 4 sta pagando per aria.
4. Il profilo orario
Un negozio consuma nelle ore di punta, un panificio all’alba, un’officina di giorno, un albergo la sera. Le fasce orarie pesano molto di più che su una casa, ed è la ragione per cui due attività con lo stesso consumo annuo possono spendere cifre diverse con la stessa offerta.
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- Prendi il consumo annuo in kWh o in Smc dall’ultima bolletta: è l’unico dato che rende confrontabili due offerte.
- Guarda quando consumi. Se hai una tariffa a fasce, le bollette riportano i kWh divisi per fascia: quella ripartizione dice quale tipo di offerta ti conviene.
- Confronta la spesa annua stimata sul TUO consumo, non il prezzo al kWh. Sulle utenze non domestiche le quote fisse sono più alte e pesano di più.
- Verifica la potenza impegnata. Ridurla, se è sovradimensionata, abbassa una voce che paghi tutti i mesi anche a saracinesca chiusa.
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Su un’impresa la domanda non è solo «quale costa meno»: è anche quanto puoi permetterti che la bolletta si muova. Un prezzo bloccato costa mediamente un po’ di più e ti dà un numero da mettere in preventivo; un prezzo indicizzato segue il mercato, in discesa e in salita.
Per chi ha margini stretti e prezzi di vendita fissati in anticipo — ristorazione, laboratori, servizi a contratto — la prevedibilità vale spesso più del risparmio medio.
Le PLACET, e perché servono come metro
Sono offerte a condizioni contrattuali definite da ARERA, uguali per tutti i venditori: cambia solo il prezzo. Esistono anche per le partite IVA, e sono lo strumento migliore per capire se un’offerta «su misura» che ti hanno proposto è davvero conveniente — perché tolgono di mezzo tutte le differenze di clausole e lasciano da confrontare un numero solo.
Due cose che valgono solo per le imprese
- Il recesso: sui contratti non domestici le condizioni di uscita possono prevedere preavvisi e vincoli che sul domestico non esistono. Si leggono prima di firmare, non dopo.
- Le microimprese hanno alcune tutele previste dalla regolazione che le imprese più grandi non hanno: vale la pena verificare in quale categoria si ricade, perché cambia cosa si può pretendere.
Domande frequenti
Che differenza c’è fra un contratto luce domestico e uno per partita IVA?
Cambiano il trattamento IVA — detraibile per l’energia impiegata nell’attività — le aliquote delle accise, la struttura delle componenti di rete, che pesano di più sulla potenza impegnata, e il modo giusto di scegliere, che dipende dal profilo orario dei consumi.
L’IVA sulla bolletta della luce è detraibile?
Per l’energia impiegata nell’esercizio dell’attività sì, secondo le regole ordinarie di detrazione. È la ragione per cui confrontare un preventivo IVA compresa con uno IVA esclusa porta fuori strada.
Come scelgo l’offerta luce per la mia attività?
Parti dal consumo annuo in kWh e dalla ripartizione per fascia oraria, che trovi in bolletta. Confronta la spesa annua stimata su quel consumo, non il prezzo al kWh, e verifica se la potenza impegnata è più alta di quella che usi davvero.
Esistono le offerte PLACET per le partite IVA?
Sì. Hanno condizioni contrattuali fissate da ARERA e uguali per tutti i venditori, quindi cambia solo il prezzo: servono come metro per capire se un’offerta su misura conviene davvero.
Vuoi una mano su questo?
Puoi chiamarci e parlarne con una persona, oppure lasciarci un recapito e ti richiamiamo noi. Come preferisci: il confronto delle offerte resta gratuito in entrambi i casi.
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I recapiti sono quelli depositati nel registro di ARERA. Se cerchi un fornitore che non è fra questi, sono tutti nell'elenco dei venditori.
Da dove vengono i nostri dati
Prezzi e condizioni delle offerte arrivano dal Portale Offerte di ARERA, gestito da Acquirente Unico, e li aggiorniamo ogni giorno. Le informazioni normative citate in questa guida si basano sulle delibere dell'Autorità. Nessun fornitore paga per comparire nelle nostre classifiche.