Quasi tutte le liste di consumi che si trovano in giro danno un numero solo per apparecchio, e quel numero non serve: un forno acceso dieci minuti e uno acceso due ore non consumano la stessa cosa. Quello che serve è il conto, che è di una riga.
Il conto, una volta per tutte
Sull’etichetta o sulla targhetta di ogni apparecchio c’è la potenza in watt (W). I kilowattora che consuma sono:
kWh = watt ÷ 1.000 × ore di funzionamento
Un phon da 2.000 W usato dieci minuti (0,17 ore) consuma 2 × 0,17 = 0,34 kWh. Una lampadina LED da 9 W accesa cinque ore consuma 0,045 kWh, cioè meno di un settimo. Ed è tutto qui: il resto è sapere quante ore va davvero ciascuna cosa.
Per sapere quanto ti costa, moltiplica i kWh per il prezzo che paghi tu — lo trovi dividendo la voce «materia energia» della tua bolletta per i kWh fatturati.
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Gli apparecchi di casa si dividono in tre gruppi, e capire in quale sta ciascuno vale più di qualsiasi tabella.
Quelli che scaldano o raffreddano
Sono i soli che contano davvero. Trasformare elettricità in calore costa molto, perché il calore richiede tanta energia: forno, piano a induzione, scaldabagno elettrico, asciugatrice, phon, ferro da stiro, stufette elettriche, condizionatore. Hanno potenze da mille a tremila watt e oltre.
La stufetta elettrica è il caso limite ed è bene saperlo: duemila watt per otto ore fanno 16 kWh in un giorno, quanto una famiglia intera consuma in una settimana normale di sola illuminazione ed elettronica.
Quelli sempre accesi
Potenza bassa, ma moltiplicata per 8.760 ore l’anno. Il frigorifero è il tipico: consuma poco per volta e parecchio in un anno, ed è per questo che sostituirlo quando è vecchio è uno dei pochi acquisti che si ripaga. Stessa logica per pompe di circolazione, acquari, congelatori in garage.
Quelli che sembrano tanto e non sono niente
Televisore, computer portatile, modem, caricabatterie, lampadine a LED. Stanno tutti sotto i cento watt, spesso sotto i venti. Spegnere il modem la notte non cambia la bolletta; spostare la lavatrice fuori dall’ora di punta, su una tariffa a fasce, sì.
Lo standby: quanto conta davvero
È il consumo degli apparecchi spenti ma alimentati. Preso uno per uno è irrisorio; preso su tutta la casa e su un anno intero diventa una voce visibile, perché sono decine di apparecchi per 8.760 ore. Le regole europee di progettazione ecocompatibile hanno abbassato molto questi valori sui prodotti recenti: il grosso dello standby, oggi, sta negli apparecchi vecchi e nei decoder.
Fonte: Commissione europea, etichetta energetica e progettazione ecocompatibile
L’etichetta energetica, e come si legge senza farsi fregare
Sull’etichetta europea, oltre alla classe, c’è sempre il consumo annuo in kWh: è quello il numero da confrontare fra due modelli, non la lettera. Attenzione a una cosa: il consumo dichiarato è misurato su un ciclo standard, che non è il tuo. Serve a confrontare due prodotti fra loro, non a prevedere la tua bolletta.
Le classi sono state ridefinite nel 2021 e la scala è tornata da A a G: un apparecchio in classe C oggi può essere migliore di uno che vent’anni fa si chiamava A+++. Non confrontare etichette di epoche diverse.
Le tre cose che cambiano di più, in ordine
- Scaldare acqua ed ambienti con l’elettricità quando esiste un’alternativa: è quasi sempre la voce più grossa della bolletta della luce.
- Il frigorifero vecchio: è l’unico elettrodomestico sempre acceso, e fra un modello di vent’anni fa e uno di oggi la differenza si sente in bolletta.
- Spostare i cicli lunghi — lavatrice, lavastoviglie, asciugatrice — nelle ore in cui l’energia costa meno, se hai una tariffa a fasce.
Tutto il resto — staccare i caricabatterie, spegnere il modem, cambiare le lampadine già a LED — è ordine, non risparmio.
Domande frequenti
Come calcolo quanto consuma un elettrodomestico?
Dividi la potenza in watt per mille e moltiplica per le ore di funzionamento: ottieni i kWh. Un forno da 2.000 W acceso un’ora consuma 2 kWh. Per il costo, moltiplica i kWh per il prezzo unitario che paghi, che ricavi dalla tua bolletta dividendo la voce «materia energia» per i kWh fatturati.
Quanto consuma un condizionatore?
Dipende dalla potenza elettrica assorbita, che è scritta sulla targhetta ed è molto minore della potenza frigorifera dichiarata in BTU. Il conto si fa sempre allo stesso modo: watt assorbiti diviso mille, per le ore di accensione. È fra gli apparecchi che pesano di più perché va per molte ore di seguito.
Conviene spegnere gli apparecchi in standby?
Ha senso sugli apparecchi vecchi e sui decoder, dove lo standby è ancora consistente. Sui prodotti recenti le regole europee hanno abbassato molto questi valori, e il guadagno è marginale rispetto a intervenire su ciò che scalda.
La classe energetica A è sempre la migliore?
Solo fra etichette della stessa epoca. La scala è stata ridefinita nel 2021 tornando da A a G, e le vecchie classi A+, A++ e A+++ non sono confrontabili con quelle di oggi. Il numero da guardare è il consumo annuo in kWh scritto sull’etichetta.
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