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Consumi

Piano a induzione: quanto pesa in bolletta

Il conto vero, e cosa cambia rispetto al gas

In breve. Un piano a induzione assorbe molto ma per poco: le zone vanno da 1,4 a 3,7 kW ciascuna e lavorano a intermittenza, non in continuo. Su una famiglia il consumo tipico di cottura è dell’ordine di qualche centinaio di kilowattora l’anno. Il vero problema non è la bolletta ma la potenza impegnata: usando due zone forti insieme al forno si superano facilmente i 3 kW di un contatore domestico standard.

Aggiornata il 6 agosto 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

Sull’induzione girano due leggende opposte: che «faccia saltare la corrente in continuazione» e che «consumi pochissimo perché è efficiente». Sono vere e false tutte e due, e il conto le mette a posto.

Il conto, come per qualunque apparecchio

kWh = watt ÷ 1.000 × ore di funzionamento

Una zona da 2.000 W usata mezz’ora consuma 1 kWh. Il punto è che una zona a induzione non sta accesa mezz’ora al massimo: raggiunge la temperatura e poi si spegne e riaccende per mantenerla. La potenza sulla targhetta è quella di punta, non quella media.

È per questo che l’induzione consuma meno di quanto la targhetta faccia temere: scalda direttamente la pentola invece dell’aria intorno, e quindi sta al massimo per pochi minuti.

Il problema vero: la potenza, non il consumo

Un contatore domestico standard fornisce 3 kW. Un piano a induzione con quattro zone può assorbire, se le usi tutte al massimo, molto più di così — ed è la ragione per cui i piani hanno un limitatore che si imposta in fase di installazione.

La combinazione che fa scattare il contatore è quasi sempre la stessa: due zone forti, il forno elettrico, e qualcosa che parte da solo — la lavastoviglie in fase di riscaldamento o lo scaldabagno.

  • Impostare il limitatore del piano al valore giusto: si fa una volta e risolve la maggior parte dei casi.
  • Sfalsare forno e piano: raramente servono al massimo nello stesso minuto.
  • Se la cucina è davvero il centro della casa, valutare il passaggio a 4,5 o 6 kW — sapendo che alza la quota fissa che si paga tutti i mesi.

Induzione o gas: come si confrontano

Non si confrontano i prezzi — un kWh e un metro cubo non sono la stessa cosa — ma il costo dell’energia che arriva davvero nella pentola. L’induzione ne disperde molto poca, la fiamma parecchia: gran parte del calore di un fornello va intorno alla pentola, non dentro.

Il risultato dipende dal rapporto fra il prezzo dell’elettricità e quello del gas nel momento in cui fai il conto, e va rifatto con i tuoi numeri: la struttura è la stessa del confronto fra sistemi di riscaldamento.

Le due cose che cambiano di più

  1. Il coperchio. Su qualunque piano, coperto contro scoperto è la differenza più grossa che esista in cucina, e non costa niente.
  2. La pentola giusta: il fondo deve essere piano e ferromagnetico, e del diametro della zona. Una pentola più piccola della zona spreca la parte che non copre.

Domande frequenti

Quanto consuma un piano a induzione?

Le singole zone vanno da 1,4 a 3,7 kW, ma lavorano a intermittenza: raggiungono la temperatura e poi si spengono e riaccendono. Su una famiglia la cottura pesa nell’ordine di qualche centinaio di kilowattora l’anno, molto meno di quanto la targhetta faccia temere.

L’induzione fa saltare la corrente con 3 kW?

Può succedere usando due zone forti insieme al forno o a un altro apparecchio che scalda. Si risolve impostando il limitatore di potenza del piano, che si configura all’installazione, e sfalsando gli usi.

Conviene di più l’induzione o il gas per cucinare?

Dipende dal rapporto fra il prezzo dell’elettricità e quello del gas nel momento in cui fai il conto. L’induzione disperde molto meno calore, perché scalda la pentola e non l’aria: il confronto va fatto sull’energia che arriva davvero nella pentola.

Serve aumentare la potenza del contatore per l’induzione?

Non sempre. Prima si imposta il limitatore del piano e si evita di far lavorare insieme piano e forno al massimo. Aumentare la potenza alza la quota fissa che si paga tutti i mesi, quindi è la seconda mossa, non la prima.

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