Sull’induzione girano due leggende opposte: che «faccia saltare la corrente in continuazione» e che «consumi pochissimo perché è efficiente». Sono vere e false tutte e due, e il conto le mette a posto.
Il conto, come per qualunque apparecchio
kWh = watt ÷ 1.000 × ore di funzionamento
Una zona da 2.000 W usata mezz’ora consuma 1 kWh. Il punto è che una zona a induzione non sta accesa mezz’ora al massimo: raggiunge la temperatura e poi si spegne e riaccende per mantenerla. La potenza sulla targhetta è quella di punta, non quella media.
È per questo che l’induzione consuma meno di quanto la targhetta faccia temere: scalda direttamente la pentola invece dell’aria intorno, e quindi sta al massimo per pochi minuti.
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Un contatore domestico standard fornisce 3 kW. Un piano a induzione con quattro zone può assorbire, se le usi tutte al massimo, molto più di così — ed è la ragione per cui i piani hanno un limitatore che si imposta in fase di installazione.
La combinazione che fa scattare il contatore è quasi sempre la stessa: due zone forti, il forno elettrico, e qualcosa che parte da solo — la lavastoviglie in fase di riscaldamento o lo scaldabagno.
- Impostare il limitatore del piano al valore giusto: si fa una volta e risolve la maggior parte dei casi.
- Sfalsare forno e piano: raramente servono al massimo nello stesso minuto.
- Se la cucina è davvero il centro della casa, valutare il passaggio a 4,5 o 6 kW — sapendo che alza la quota fissa che si paga tutti i mesi.
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Non si confrontano i prezzi — un kWh e un metro cubo non sono la stessa cosa — ma il costo dell’energia che arriva davvero nella pentola. L’induzione ne disperde molto poca, la fiamma parecchia: gran parte del calore di un fornello va intorno alla pentola, non dentro.
Il risultato dipende dal rapporto fra il prezzo dell’elettricità e quello del gas nel momento in cui fai il conto, e va rifatto con i tuoi numeri: la struttura è la stessa del confronto fra sistemi di riscaldamento.
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- Il coperchio. Su qualunque piano, coperto contro scoperto è la differenza più grossa che esista in cucina, e non costa niente.
- La pentola giusta: il fondo deve essere piano e ferromagnetico, e del diametro della zona. Una pentola più piccola della zona spreca la parte che non copre.
Domande frequenti
Quanto consuma un piano a induzione?
Le singole zone vanno da 1,4 a 3,7 kW, ma lavorano a intermittenza: raggiungono la temperatura e poi si spengono e riaccendono. Su una famiglia la cottura pesa nell’ordine di qualche centinaio di kilowattora l’anno, molto meno di quanto la targhetta faccia temere.
L’induzione fa saltare la corrente con 3 kW?
Può succedere usando due zone forti insieme al forno o a un altro apparecchio che scalda. Si risolve impostando il limitatore di potenza del piano, che si configura all’installazione, e sfalsando gli usi.
Conviene di più l’induzione o il gas per cucinare?
Dipende dal rapporto fra il prezzo dell’elettricità e quello del gas nel momento in cui fai il conto. L’induzione disperde molto meno calore, perché scalda la pentola e non l’aria: il confronto va fatto sull’energia che arriva davvero nella pentola.
Serve aumentare la potenza del contatore per l’induzione?
Non sempre. Prima si imposta il limitatore del piano e si evita di far lavorare insieme piano e forno al massimo. Aumentare la potenza alza la quota fissa che si paga tutti i mesi, quindi è la seconda mossa, non la prima.
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