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Bollette

Luce e gas in condominio: chi paga cosa

Le parti comuni, il riscaldamento centralizzato e i millesimi

In breve. In condominio ci sono due tipi di utenza: quella tua, intestata a te, e quelle comuni intestate al condominio — la luce delle scale, l’ascensore, l’autoclave, e dove c’è il gas della caldaia centralizzata. Le seconde le paghi nelle spese condominiali, ripartite per millesimi, tranne il riscaldamento, che dal 2014 va diviso in gran parte in base al consumo effettivo misurato dai contabilizzatori.

Aggiornata il 6 agosto 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

La confusione nasce dal fatto che paghi l’energia in due modi diversi nello stesso palazzo, e solo uno dei due arriva come bolletta a tuo nome.

Le due strade

La tua utenza

Contatore tuo, contratto tuo, fornitore che scegli tu. Vale tutto quello che vale per una casa indipendente: puoi cambiare offerta quando vuoi, il condominio non c’entra e l’amministratore nemmeno.

Le utenze comuni

Intestate al condominio, con partita IVA o codice fiscale del condominio stesso, e quindi trattate come utenze non domestiche. Le sceglie l’assemblea, non il singolo, e la spesa arriva nel rendiconto.

Come si dividono le spese comuni

La regola generale è la ripartizione per millesimi di proprietà: la luce delle scale, l’autoclave, il cancello elettrico, l’illuminazione del cortile. L’ascensore segue criteri propri, che tengono conto anche dell’altezza del piano.

Un principio che vale sempre: non si paga per quello che non si può usare. Chi ha un accesso indipendente e non usa le scale può essere escluso da quella voce, se il regolamento o l’assemblea lo prevedono.

Il riscaldamento centralizzato è un caso a parte

Qui la regola dei millesimi non basta più. Dal 2014 la normativa impone, dove è tecnicamente possibile, la contabilizzazione del calore: ogni radiatore ha un ripartitore o l’appartamento ha un contatore, e la spesa si divide in due parti.

  • Una quota VOLONTARIA, la maggiore, in base al calore che hai davvero prelevato.
  • Una quota INVOLONTARIA, minore, ripartita per millesimi: copre le dispersioni della rete comune e i costi che esistono anche se tieni tutto spento.

È il motivo per cui chi tiene i termosifoni chiusi tutto l’inverno paga comunque qualcosa, e la cosa è corretta: quel qualcosa è la sua parte di impianto, non il suo calore.

Fonte: MASE, libretto di impianto e rapporto di efficienza energetica

Il gas del condominio non è il gas di casa

La fornitura per una caldaia centralizzata ha una categoria contrattuale propria — «uso condominiale» — con condizioni diverse sia dal domestico sia dal business. Non è un dettaglio burocratico: cambia le accise e le componenti, e un’offerta domestica su quel punto di fornitura non si può proprio attivare.

Chi confronta le offerte per il condominio deve quindi guardare il catalogo giusto, altrimenti sta confrontando prezzi che a quel contatore non si applicano.

Cosa può fare il singolo condomino

  1. Sulla propria utenza: tutto. Cambiare fornitore, offerta, potenza, senza chiedere niente a nessuno.
  2. Sulle utenze comuni: chiedere all’assemblea di rimettere in gara la fornitura. È una decisione collettiva, e serve portare numeri, non impressioni.
  3. Chiedere il rendiconto dettagliato: la ripartizione delle spese si può leggere e controllare, ed è un diritto.

Domande frequenti

Chi paga la luce delle scale in condominio?

La paga il condominio con un’utenza intestata a sé, e la spesa viene ripartita fra i condòmini per millesimi di proprietà nel rendiconto. Non arriva come bolletta al singolo.

Come si dividono le spese del riscaldamento centralizzato?

Dove la contabilizzazione è tecnicamente possibile, la spesa si divide in una quota maggiore in base al calore effettivamente prelevato e una quota minore per millesimi, che copre le dispersioni dell’impianto comune.

Se tengo i termosifoni spenti pago lo stesso?

Sì, la quota involontaria: è la tua parte dei costi dell’impianto comune e delle dispersioni, che esistono indipendentemente da quanto calore prelevi.

Posso cambiare fornitore per il mio appartamento se il condominio ha un altro fornitore?

Sì. La tua utenza è indipendente da quelle comuni: cambi quando vuoi, senza chiedere all’amministratore né all’assemblea.

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