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Seconda casa: quale contratto conviene

Quando consumi poco, la quota fissa è quasi tutta la bolletta

In breve. In una casa usata poche settimane l’anno il costo dell’energia conta poco: quello che pesa è la quota fissa, che si paga tutti i mesi anche a contatore fermo, insieme a rete, oneri e imposte. Il criterio giusto è quindi la spesa annua a consumo basso, non il prezzo al kWh — e la domanda vera è se convenga tenere l’utenza attiva o disattivarla.

Aggiornata il 6 agosto 2026 · Scritta sui dati ufficiali ARERA: come li usiamo

La seconda casa è il caso in cui tutti i consigli normali sulle offerte smettono di funzionare, perché sono scritti per chi in casa ci vive.

Perché il prezzo al kWh qui conta poco

Una bolletta si compone di una parte che dipende da quanto consumi e di una parte che si paga comunque: la quota fissa del venditore, la quota fissa del trasporto, una parte degli oneri. In una casa abitata la prima domina; in una casa usata tre settimane l’anno la seconda è quasi tutto il conto.

Vuol dire che un’offerta con la materia energia bassissima e una quota fissa alta — che a una famiglia conviene — a te costa di più di una con il prezzo un po’ più alto e nessuna quota fissa.

Il modo giusto di confrontare è: spesa annua stimata su un consumo basso, quello vero della casa. Se non lo sai, guarda i kWh o gli Smc fatturati sull’ultima bolletta annuale e usa quelli.

Residente o non residente: cosa cambia

Sull’elettricità la casa dove non hai la residenza ha un trattamento fiscale diverso da quella di residenza, e le componenti di rete e le imposte si calcolano con criteri propri. Non è una cosa che scegli: dipende dalla residenza anagrafica, e il distributore lo sa dal contratto.

Conseguenza pratica: le stime di spesa che vedi in giro, calcolate sul profilo «famiglia residente», per una seconda casa sono ottimistiche. Vale la pena rifare il conto sui tuoi consumi veri.

Tenerla attiva o disattivarla?

È la domanda che conta davvero, e la risposta dipende da quanto a lungo la casa resta vuota.

  • Casa usata qualche weekend e le vacanze: tenere l’utenza attiva è quasi sempre giusto. Disattivare e riattivare costa in pratiche e in attese, e il frigorifero o l’antifurto vogliono corrente comunque.
  • Casa vuota per anni, o in ristrutturazione lunga: la disattivazione toglie di mezzo tutte le quote fisse. Va messa in conto la spesa di riattivazione e il tempo che richiede.
  • Casa che stai per vendere o affittare: non disattivare. Chi arriva farà una voltura, che è più semplice e veloce di un nuovo allaccio.

Il gas, dove c’è

Stessa logica, con un’aggravante: in una casa non abitata d’inverno il gas si consuma quasi solo per l’acqua calda, e la quota fissa diventa la voce principale. In montagna e nelle isole spesso la rete del gas non c’è affatto, e si riscalda a GPL, pellet o pompa di calore — che non hanno bollette di rete né quote fisse.

Tre cose che fanno risparmiare più dell’offerta

  1. Comunicare l’autolettura prima di partire e al ritorno: senza, il fornitore stima sui consumi passati e ti fattura una casa abitata.
  2. Domiciliare il pagamento: nessuno si accorge di una bolletta arrivata mentre la casa era chiusa, e il distacco per morosità è una pratica lunga da riparare.
  3. Controllare la potenza impegnata: se il contatore è a 4,5 o 6 kW per un’abitudine vecchia, in una casa che usa poco puoi scendere e abbassare la quota fissa.

Domande frequenti

Quale offerta conviene per una seconda casa?

Quella con la spesa annua più bassa calcolata sul tuo consumo reale, che è basso. In pratica conta più la quota fissa che il prezzo al kWh: un’offerta senza quota fissa, anche con l’energia leggermente più cara, di solito costa meno di una pensata per una famiglia.

Conviene disattivare il contatore quando la casa resta vuota?

Solo se resta vuota a lungo, per anni o durante una ristrutturazione: la disattivazione elimina le quote fisse ma la riattivazione costa e richiede tempo. Per una casa usata nei weekend e in vacanza, tenerla attiva conviene quasi sempre.

Perché la bolletta della seconda casa è alta anche se non ci vado?

Perché una parte del conto non dipende dal consumo: quota fissa del venditore, quota fissa di trasporto e una parte degli oneri si pagano comunque. In una casa poco usata sono quasi tutta la bolletta.

La seconda casa paga più tasse sull’energia?

Ha un trattamento diverso da quella di residenza su alcune componenti di rete e sulle imposte. Non è una scelta contrattuale: dipende dalla residenza anagrafica.

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